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giovedì 19 maggio 2011

Io sono immortale - Arcangelo Miranda



In questo tempo storico 
ci è data la grande possibilità di conoscere 
ciò che per millenni è stato celato 
e questo libro ne è la prova concreta, 
lo definirei necessario. 


Descrizione
Forse scoperto l'anello mancante dell'immortalità psico-fisica? In questo testo gli autori, supportati da decine di esperimenti e ricerche dimostrano come il corpo umano sia in grado di vivere molto di più dei normali anni e ti mettono in grado di cominciare davvero a prenderti cura e controllo della tua vita. Il tutto è partito dall'analisi e dalle conoscenze di famosi immortali della storia, reali o simbolici che siano, ma tutti avevano qualcosa in comune che è stato scoperto e scritto in questo libro.
Saint-Germain, Cagliostro, Babaji, Gesù: qual è la differenza tra un corpo di un immortale da quello di una persona comune? Gli Alchimisti lo avevano scoperto e lo hanno tenuto segretamente nascosto. Ora lo sappiamo anche noi! In IO SONO Immortale, gli autori affrontano dettagliatamente tutto il percorso di preparazione per l'ascensione, un processo che coinvolge anche l'immortalità fisica. Si tratta del più affascinante viaggio in cui un essere può inoltrarsi, un Viaggio alla scoperta del Sé.
Gli alchimisti sapevano che il nostro corpo produce quelle preziose sostanze che anche la Pietra Filosofale apportava se bevuta come Elixir di Lunga Vita. Gli autori indicano dettagliatamente come possa l'apertura del cuore far attivare quei meccanismi interiori capaci di autoprodurre queste sostanze fantastiche. Oltre 650 pagine per un compendio sull'immortalità potenziale mai scritto prima. Chimica, fisica, medicina e PNEI, alimentazione ed etica sono solo alcuni degli argomenti tutti trattati in modo più che dettagliati per fornirci la massima comprensione sulla vita.




parte 1 - dal capitolo
Presentazione del libro Io sono Immortale
"Questo libro è un cumulo di fesserie!" sentirò certamente dire spesso.


Potrei indicare mille tra ipotesi e prove scientifiche poco diffuse per contrastare questa considerazione insieme al fatto che se una cosa non è stata ancora testata dalla Scienza non è necessariamente non-vera. Non ancora …


Popp affermava che per “scientifico” si intende un evento che, riprodotto nelle stesse condizioni, dà luogo sempre allo stesso risultato. Questo, però, a patto che la Scienza abbia gli strumenti per riprodurre o verificare l’evento: dipende infatti dal tipo di evento.


Oggi posso affermare con estrema certezza che ci sono eventi che accadono dentro di noi che per la loro natura e per la loro imponderabilità, sono tanto stupendi quanto difficili da scrutare e studiare a livello scientifico, anche per il fatto che quasi nessuno che vive quegli eventi ha voglia di divenire un fenomeno da baraccone per farsi studiare dalla Scienza.
I fenomeni paranormali, quelli che anche le università americane cercano di studiare e catalogare, possono essere studiati solo negli aspetti fenomenici che essi manifestano e quindi si può misurare un’ombra e non la loro vera natura.


Non è possibile “misurare” l’estasi, però è possibile rilevarne un suo fenomeno, cioè come cambia la neurochimica del corpo che vive quell’evento. 
Quindi non c’è alcun modo per la scienza di poter studiare direttamente eventi interiori se non per gli effetti, l’ombra, che essi determinano nel mondo fenomenico; un fenomeno può solo interagire con un altro fenomeno.
Si apre quindi il panorama di universi paralleli al nostro che non essendo della stessa sostanza, non riescono a essere visibili ai nostri strumenti di misura, ma le nostre aperture di coscienza ci fanno penetrare in quelle realtà e procurano degli effetti qua e sono questi gli effetti che si possono studiare; ma essi sono solo l’ombra della verità … 
La vita non è monopolio di nessuna dimensione; essa esiste e provoca degli effetti in tutti i piani di esistenza e poiché i piani sono determinati dalla mente, dobbiamo già considerare il fatto che la Vita non è la mente, bensì un qualcosa che usa la mente per viaggiare e per passare da un universo a un altro: la Vita non fa parte di questo mondo né di nessun altro e se la vita è Dio (e lo è), dobbiamo anche comprendere che essa non potrà mai essere compresa nella mente poiché in essa si manifesta solo come fenomeno, come realtà, non come Verità. Al contrario di un fenomeno, la Vita non può essere compresa: puoi solo esserla.
Ma comunque la Vita viaggia nella mente sotto forma di energia nell’atto di esprimere se stessa, di produrre un fenomeno: essa viaggia da un universo a un altro al fine di compiere una manifestazione e per far sì che ciò avvenga anche nel nostro mondo, è necessario che in questo mondo vi siano delle condizioni che consentano a queste energie esterne di entrarvi, di creare un effetto e quindi di uscirne.


La non conoscenza di queste e di altre condizioni particolari, non consente alla Scienza di poter effettuare prove scientifiche sui fenomeni paranormali, già per loro natura abbastanza incostanti e riluttanti a farsi studiare.
Devo però pensare che alcuni fenomeni sono volutamente ignorati e anche “attaccati” dalla Scienza in quanto, se venissero considerati, molte applicazioni, specie militari, potrebbero in qualche modo venire compromesse.
Un qualsiasi sistema, per tenerlo in vita, deve ricevere una quantità minima di energia affinché compia il lavoro per il quale è destinato. Al di sotto di quel valore, il sistema tende a fermarsi, si degrada e si ferma.


La vita è movimento e tutto ciò che tende a fermarsi muore e scompare. In qualsiasi sistema in equilibrio il flusso delle energie entranti necessarie a compiere un lavoro è quindi equilibrato da quelle uscenti, ma quando quelle entranti vanno al di sotto di un certo limite, il sistema tende a fermarsi. Questo limite è detto punto di non ritorno e se non intervengono fattori esterni, il sistema tende inevitabilmente al collasso.
Intere civiltà sono scomparse quando ideali vitali vennero sostituiti da troppi interessi personali da parte della classe politica; quando in una coppia l’entità dei litigi e delle malcomprensioni supera un certo limite può essere necessario l’intervento di un consulente matrimoniale che, in qualità di arbitro, inietta una dose di ragionevolezza e rivitalizza il sistema.


La vita biologica funziona alla stessa maniera: esistono nel nostro corpo due sistemi di regolazione, uno retto dalla ghiandola Ipofisi che inibisce stati vitali, l’altro retto dalla Ghiandola Pineale che, invece, può essere considerata il direttore d’orchestra della Vita.
Se l’attività di quest’ultima viene inibita dai condizionamenti umani che iperattivano l’Ipofisi, così come dal centro di controllo di una centrale elettrica si può togliere energia a un quartiere alla volta di una città, allo stesso modo questa alterazione si traduce in una perdita di energia al nostro corpo per inibizione nell’ingresso di energia vitale dai chakra e quindi dalle altre ghiandole endocrine.


Il primo quartiere biologico a cui il sistema alterato toglie corrente è quello della ghiandola del timo. Da quel momento parte l’invecchiamento e il corpo, per inerzia biologica, comincia a percorrere il suo cammino verso morte. 
Alla domanda “Qual è il sintomo classico dell’invecchiamento?” quasi tutti risponderebbero i classici capelli bianchi. Il timo, infatti, produce rame in un particolare stato della materia che non è né molecolare ne metallico e che risulta invisibile alle normali tecniche analitiche. 
La presenza di questo materiale che potremmo definire “in un alterato stato di coscienza materiale” è ciò che determina l’integrità del colore dei capelli.
Avviato il processo di degrado, successivamente al timo, l’energia viene tolta da altre aree del corpo, per cui le altre ghiandole endocrine cesseranno di produrre i propri elementi (sempre di tipo invisibile ai normali procedimenti analitici) che biologicamente produrranno squilibri i quali accelereranno l’invecchiamento di altre parti del corpo al pari di ciò che avvenne per i capelli; alla fine sopraggiunge la morte per mancanza di energia vitale.
Amore e morte, in latino, hanno la stessa radice dove morte = mors e amore = a-mors con a privativa che definisce uno stato di mancanza di morte e quindi la presenza di amore e immortalità continui.
Quindi amore e vita sono tra loro collegate e sono le condizioni basilari per cui l’energia vitale può circolare nel corpo fisico e tenerlo in vita. Quando l’essere diviene umano poiché si è piegato ai condizionamenti del mondo materiale, intraprende inevitabilmente il suo viaggio verso la morte.


Ma tornando a questo libro, devo dire che è vero poiché è la mia esperienza ed è anche l’occasione per rivelare pubblicamente una parte della mia esistenza che considero favolosa.
Il 1990 fu per me il coronamento di un periodo terribile iniziato con la morte di mio padre a metà degli anni “80: sembrava che nulla andasse per il verso giusto e di fatto nulla era a posto; era come una specie di maledizione e le cose andavano sempre peggio, per anni. Nella seconda metà del 1990 le cose toccarono il fondo e per una serie di circostanze, sentii spegnere la vita dentro di me e feci l’esperienza della morte: entrai nel famoso tunnel, ma mentre vi ero dentro mi imposi di tornare indietro poiché sapevo che non poteva finire lì; non arrivai in fondo, alla luce che comunque vedevo da dove ero posizionato.
Aprii gli occhi e chiesi di ricevere un aiuto in qualsiasi forma e dopo qualche giorno ebbi notizia, da un’amica di mia sorella, che una sua conoscente aveva fatto un’esperienza meravigliosa a seguito della quale aveva capito molte cose sulla vita ed era divenuta più causa e meno effetto della vita stessa.
Eravamo a ottobre; non volli sapere null’altro e dopo una serie di peripezie riuscii a prenotarmi per dicembre; l’esperienza si svolgeva a Firenze, si doveva arrivare lì entro il mercoledì sera e si sarebbe conclusa la domenica pomeriggio.


Non è mia intenzione dilungarmi sugli incredibili e meravigliosi metodi che usavano in quel Corso che mi accorsi poi essere un Corso di auto-realizzazione e di auto-coscienza personale magistralmente orchestrato. Mi “prepararono” per l’esercizio finale e fu così che, con una preparazione iniziata il mercoledì sera, giungemmo alle ore 12 della domenica. Claudio, l’istruttore, mi chiamò e mi chiese se ero pronto.
Feci l’esercizio (non è ora importante quale fu) e mi sentii esplodere la base del coccige; sentivo che l’energia si muoveva e che esplodeva avanzando verso l’alto, in direzione della testa. Esplodeva come se stesse esplodendo un vulcano, con dei boati interiori spaventosi, di una tale potenza che mi impossibile trasmettere a parole se non a chi ha sentito esplodere un vulcano oppure ha vissuto i botti della notte di capodanno a Napoli. Le esplosioni passarono al fondo schiena e poi ancora più su e ancora più su e ancora più su, fino ad arrivare all’altezza delle orecchie. Fu in quell’attimo che l’istruttore mi fermò; eppure questo esplodere poteva andare oltre …
Mi si era sollevata la kundalini (eppure le persone che mi conoscono sanno che sono contrario alle tecniche che fanno ciò perché sono davvero pericolose per chi non è pronto) e avevo “visto” i miei chakra che posso garantire che non sono solo sette; infatti alcune fonti di informazione riportano sistemi a dieci, dodici e più chakra nel corpo umano; ma sono anche di più e di tipologie diverse tra loro ...


Ciò che sto per esporre è come mi sentii quella domenica 16 dicembre 1990 alle ore 12 e per diversi mesi dopo: la mia coscienza si era espansa, mi sentivo alto decine di metri e camminavo a oltre venti centimetri da terra; molte facoltà paranormali mi si presentarono e mi erano utili per essere avvertito di ciò che stava per accadere intorno a me. La vita mi era d’aiuto su tutto e le cose giravano come volevo io; ma la cosa più importante era come sentivo il mio corpo: non era più solo vivo, ma lo sentivo immortale. Avvertivo scorrere dentro me fiumi di energia di entità tale che il Rio delle Amazzoni, nei suoi momenti di piena, al paragone era un torrente quasi in secca; questo stato ricordava e confermava le parole di Gesù quando parlava di acqua zampillante dentro di noi.


Non avevo necessità di mangiare e, se mangiavo, i miei denti non si sporcavano. I vestiti avrei potuto non cambiarli per settimane poiché su di essi non vi era traccia di umori del corpo per cui rimanevano sempre puliti. Anche il mio corpo non sarebbe stato necessario lavarlo: sembrava sempre come appena uscito dalla doccia, ma migliorato da un naturale profumo che lo avvolgeva. Le mie capacità mentali erano amplificate di centinaia di volte: ero in grado di imparare qualsiasi cosa in poco tempo e, in altrettanto poco tempo, ero in grado di trasferire questa conoscenza agli altri con un’efficacia inconcepibile per una mente umana. La mia forza fisica mi consentiva di alzare pesi superiori diverse volte quello del mio corpo senza alcuno sforzo. Non avevo quasi bisogno di dormire e quando mettevo la testa sul cuscino, dopo un secondo dal comando di addormentarmi ero già nel mondo dei sogni; al risveglio ero immediatamente pieno di energia e lucido. Nella mia testa sentivo il cervello di puro cristallo, una sensazione di pulizia e limpidezza mai avvertite prima. Le persone erano attratte da me pur senza che mi conoscessero e le donne facevano a gara per starmi vicino. Intorno al mio corpo fisico, il mio corpo elettromagnetico (o eterico) era pulito: ero divenuto coscienza pura.


L’azione più terapeutica che si possa creare in qualcuno è la separazione di sé in quanto spirito dalla mente senza il metodo del dolore, condizione a sua volta, invece, pericolosa; in questa condizione l’individuo SA di non essere soggetto ai voleri del corpo e sa di poterlo controllare come vuole. Tutto ciò è solo una piccola parte di ciò che mi accadde.


Purtroppo quello stato di super-benessere e di incontenibile potenza durò poco più di un paio di mesi poiché non era stato raggiunto naturalmente, ma per mezzo di una tecnica. Ma ciò che posso affermare è che in quello stato c'era la CERTEZZA certa dell'immortalità. Da allora ogni respiro della mia vita è stato rivolto a ritrovare e conservare quello stato.


Noi creiamo ciò in cui crediamo e se viviamo una condizione per un periodo necessario per “abituarci all’idea” (farla divenire reale), essa diviene la nostra realtà definitiva; così deve essere anche per la sensazione di immortalità.

Purtroppo la realtà dell’immortalità è anche la cosa più difficile su cui farci l’abitudine poiché il suo opposto, la paura della morte, è la più grande aberrazione dell’essere umano: un essere spirituale, quindi immortale, che ha paura della morte e che combatte per sopravvivere. Lo vediamo tutti i giorni: quale aberrazione può essere più grande?

Comunque lo scopo della mia vita divenne come fare a riottenere quello stato, ma anche come fare a spiegare ad altri che si possono raggiungere delle vette di cui normalmente non ne siamo a conoscenza neanche a livello concettuale.

... continua 

2008 copyright Arcangelo Miranda

Chi volesse acquistare il libro o leggerne altre parti: www.iosonoimmortale.it/files/parte_1.htm