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mercoledì 28 settembre 2011

Il libro rosso – C. G. Jung

La grandezza dell’uomo è di essere un ponte non uno scopo: nell’uomo si può amare il fatto che egli sia una transizione e un tramonto. Io amo coloro che non sanno vivere se non tramontando poiché essi sono una transizione.
Così parlò Zarathustra



Tu sei immagine del mondo infinito, in te dimora ogni ultimo segreto del nascere e del morire. Se non possedessi già tutto questo, come potresti riconoscerlo?

Nell’accostarvi alla vostra anima vi accorgerete per prima cosa della mancanza di un senso.
Crederete di sprofondare nell’eterno disordine. Nulla vi potrà salvare dal disordine e dalla mancanza di senso, perché essi costituiscono l’altra metà del mondo.
Il vostro Dio è bambino nella misura in cui voi siete infantili. Il bambino è forse ordine, senso? Ordine e senso sono aspetti di ciò che è già diventato e non di ciò che è in divenire.
Aprite la porta dell’anima affinché nel vostro ordine e nel vostro senso possano affluire le oscure correnti del caos.
Sposate il caos con ciò che è ordinato e darete vita al bambino divino, al senso superiore che è al di là di senso e non senso.

Dovete ancora imparare a non soccombere alle tentazioni, ma a compiere ogni cosa per vostra scelta; allora sarete liberi e avrete superato il Cristianesimo.

Il mio Sé è un arido deserto polveroso. Ho forse vissuto troppo al di fuori di me, nelle persone,
nelle cose? Perché ho evitato il mio Sé?
Non era forse caro a me stesso?
Dopo che non ero più le cose e le persone e i pensieri. Dovrei dunque elevarmi al di sopra dei miei pensieri per giungere al mio proprio Sé. Quindi il mio viaggio mi conduce lontano da cose e persone, nella solitudine.
Ma è solitudine restare soli con se stessi?
Probabilmente solo il Sé è un deserto.

L’intenzione limita, anzi esclude la vita …

Meister Eckhart sostiene che sul piano psichico bisogna essere in grado di lasciare accadere.

Se entri nel mondo dell’anima, sei simile a un folle.

Profondità e superficie devono mescolarsi, al fine di generare nuova vita. La nuova vita però non nasce al di fuori di noi, ma in noi stessi.

La vita non viene dalla cose, ma da noi. Tutto ciò che accade fuori è già accaduto.
Perciò chi osserva l’evento da fuori da fuori vede sempre soltanto ciò che è già stato e che è sempre uguale. Chi invece guarda da dentro sa che tutto è nuovo. Le cose che accadono sono sempre le stesse. Non è sempre uguale invece la profondità creativa dell’essere umano.

Lo spirito del nostro tempo in noi governa ogni cosa, è il senso comune con cui oggi pensiamo e agiamo. Ha un potere spaventoso, perché ha portato a questo mondo beni incalcolabili. E avvinto l’uomo con incredibili piaceri.
Si adorna delle migliori virtù eroiche e vorrebbe sollevare l’umanità a splendide e radiose altezze, in un’ascesa inarrestabile.

Noi viviamo anche nei nostri sogni, non viviamo solo durante il giorno. Talvolta compiamo in sogno le nostre maggiori imprese.

Questo vi fa sorridere? Lo spirito di questo tempo vorrebbe farvi credere che il profondo non sia un mondo reale.

Devi deporre ogni giudizio, ma soprattutto l’orgoglio, anche se è fondato sui meriti.
Oltrepassa il varco sentendoti totalmente povero, misero, umile e ignorante. Volgi la tua ira contro te stesso, perché sei solo tu a impedirti di vedere e di vivere.

Se cerchiamo di immedesimarci nei segreti umani del malato, anche la follia svela il suo sistema, e noi riconosciamo nella malattia mentale, soltanto una reazione insolita a problemi affettivi, che non sono estranei a nessuno di noi.

I miti sarebbero simboli della libido e ne rappresenterebbero i tipici movimenti.

Jung sostenne l’esistenza dei miti tipici, corrispondenti allo sviluppo etnopsicologico dei cosiddetti complessi e sulla scia di Jacob Burckhardt li denominò “immagini primordiali”.
Attribuì un ruolo centrale al mito dell’Eroe (rappresentazione della vita dell’individuo che aspira a rendersi indipendente e a liberarsi dalla madre).

Chi è privo di un mito è un uomo che non ha radici, senza un vero rapporto con il passato, con la vita degli antenati e con la società umana del suo tempo.

Così Jung si mise alla ricerca del proprio mito, della propria equazione personale.

Nei casi di nevrosi e psicosi, l’inconscio, cerca di compensare l’unilateralità dell’atteggiamento cosciente. L’individuo squilibrato si difende da questi tentativi dell’inconscio e così innesca un processo di progressiva polarizzazione degli opposti. Gli impulsi correttivi che emergono attraverso il linguaggio dell’inconscio dovrebbero avviare un processo di guarigione, ma ciò non accade perché essi irrompono in una forma che li rende inaccessibili alla coscienza.
Quando il Sopra e il Sotto sono disgiunti lei si scinde in tre parti:

  • un serpente
  • l’anima umana
  • uccello, anima celeste in contatto con gli dei

Jung comprende di avere servito fino ad allora lo “spirito del nostro tempo” con i suoi valori e codici di comportamento, ma che oltre a questo vi è uno “spirito del profondo” che conduce alla realtà dell’anima.

Nei suoi tardi Ricordi, i due spiriti corrispondono a: personalità numero 1, e personalità numero 2.
E la fase rappresentata nel Liber può essere vista come un ritorno ai valori della personalità 2.

Secondo Jung, il valore delle sue fantasie consisteva nel fatto di scaturire dall’immaginazione mitopoietica, una facoltà che lo spirito razionalistico dell’epoca moderna gli sembrava aver perduto.

L’individuazione persegue l’obiettivo di istituire un dialogo con le figure fantastiche del mondo interno – cioè con i contenuti dell’inconscio collettivo – affinché vengano integrate nella coscienza, in modo da riattivare la funzione dell’immaginazione mitopoietica e riconciliare così lo spirito del tempo con lo spirito del profondo.

  • Esistenza di immagini mitiche
  • Esistenza di un’energia psichica non sessuale
  • Classificazione dei tipi psicologici secondo i due orientamenti generali dell’introversione e dell’estroversione
  • Funzione compensatoria dei sogni
  • Approccio sintetico e costruttivo alle fantasie

Fece un tentativo di enucleare una rappresentazione temporale di un nuovo più elevato sviluppo, a cui diede il nome di processo di individuazione.

La struttura dell’inconscio
Inconscio personale (materiali acquisiti durante l’esistenza individuale insieme a fattori psicologici che potrebbero diventare coscienti)
Inconscio impersonale o psiche collettiva (ereditata).

Non è poco confessare a se stessi il proprio vero desiderio … se non ammetti di fronte a te stesso il tuo desiderio, allora non seguirai te stesso, ma strade estranee che altri hanno tracciato per te.

Non puoi mai vivere realmente la vita dell’Altro, fai solo finta, inganni l’Altro e te stesso, perché tu puoi vivere solo la vita che ti appartiene.

Se rinunci al tuo Sé, lo vivrai nell’Altro; in tal modo sarai egoista verso l’altra persona, e la ingannerai.
Tutti credono che una vita del genere sia possibile, ma è solo un’imitazione scimmiottesca. Sai perché non riesci a liberati dal tuo lato scimmia? Per paura di restare solo e di dovere soccombere.

Vivere per se stessi significa essere un compito per se stessi. Non puoi mai dire che vivere per se stessi sia un piacere. Non sarà una gioia, ma una lunga sofferenza, perché devi farti creatore di te stesso. Se vuoi crearti, non comincerai certo dai lati migliori e più elevati, ma da quelli peggiori e infimi.
Perciò di pure che ti disgusta vivere te stesso.

I pensieri crescono in me come una foresta popolata da molte specie di animali. Ma l’uomo è imperioso nel suo pensare e così stronca il piacere, della foresta e degli animali selvatici. L’uomo è violento nel suo desiderio e diventa lui stesso foresta e selvaggina.

Nulla è perfetto, e molto vi è di contradditorio. La via della vita è trasformazione non esclusione.

Prepensare (idea) significa stare soli. Amare significa invece stare insieme.
Amore e prepensiero si trovano nel medesimo luogo. L’amore non può esistere senza il prepensiero, né il prepensiero senza l’amore.
L’uomo è sempre troppo presente nell’uno o nell’altro. Questo dipende dalla natura umana. Animali e piante paiono avere a sufficienza da ogni parte, solo l’uomo oscilla tra il troppo e il troppo poco.




Fonte: Il LIBRO ROSSO
Il Libro Rosso - Liber Novus

martedì 20 settembre 2011

Mabon – 21 settembre

Mabon è l’equinozio d’autunno, e corrisponde alla seconda festa del raccolto. Di nuovo giorno e notte sono della stessa durata, ma se nell’equinozio di primavera era la luce a dominare, ora è quest’ultima che comincia a diminuire in favore dell’oscurità. Qui a differenza di Oestara le energie sono invertite e il contesto è opposto come riflesso in uno specchio.

Il dio Sole comincia tramontare lasciando posto alle forze lunari, l’equilibrio è rivolto all’interno. La sua energia riposa all’interno di ogni seme piantato, il Sole non ha rimpianti ma solo soddisfazione per quanto ha fatto e promessa di continuità.
La Terra, dalla fanciullezza primaverile, alla fertilità estiva ora transita nella saggezza e nell’introversione autunnale.
Si ringrazia per il sostentamento, perché non c’è attività spirituale che non sia sostenuta da quella materiale.

Gli equinozi simboleggiano la metamorfosi, e Mabon indica la prossima metamorfosi invernale ossia il viaggio profondo nel Sé. È una ricerca di maggior consapevolezza.
È tempo di bilanci, per vedere il proprio raccolto, e per bilanciare o equilibrare le proprie polarità.


Mabon è la fase di preparazione al lungo e difficile inverno, in questa celebrazione c’è introversione e socialità, allegria e tristezza, continuum di vita, vi è gratitudine e malinconia, metamorfosi e crepuscolo.
Si festeggia in allegria con grandi banchetti, ringraziando la Terra per i suoi doni. È il tempo di porre fine ai vecchi progetti e godersi il proprio raccolto, rilassandosi e riflettendo.

Settembre era anche il tempo di celebrazione dei Misteri Eleusi, dove l'equinozio d'autunno era il momento della discesa di Persefone (Mabon) nell'Ade e del dolore di Demetra (Modron).
La separazione (tra madre e figlia o tra innamorati) è centrale in questa celebrazione.
I rituali erano basati sul simbolismo del grano. Se Lammas è l’inizio del raccolto, Mabon ne segna la fine. La trasformazione dell’uva in vino era vista come la trasformazione spirituale usata durante i rituali misterici, nel buio dei sotterranei, metafora della nostra interiorità, luogo ove risiede il Sé divino.  In questo tempo la barriera tra il mondo visibile e quello invisibile è molto più sottile.

I simboli associati a questa festa sono: grano, foglie di vite e quercia, melograno, vino, uva, pigne, zucca, nocciola, edera, pioppo, cipresso, achillea, salvia, camomilla.

“Quel sentimento di malinconia, suggerito dalle foglie che ingialliscono e cadono, deve essere energicamente bandito. La nostalgia del passato, il lamento “tradizionalista” non si addicono all’uomo nobile (all’“arya”): egli sa che nel cosmo ciò che declina e muore è bilanciato secondo giustizia da ciò che sorge e si afferma. Nell’equinozio di autunno si celebra l’affermazione della volontà, la capacità “faustiana” di porsi obiettivi e di perseguirli. L’elemento alchemico dell’autunno è il Ferro: al ferro materiale che ha forgiato la nostra civiltà tecno-industriale deve corrispondere il ferro spirituale della volontà, concretamente – e razionalmente – esercitata.
Gli Dei benedicono l’azione concreta, la volontà che si afferma in progetti ben definiti o che si volge alla formazione di sé “[1]


[1] Calendario. le feste, i miti, le leggende e i riti dell'anno, Alfredo Cattabiani, Libreria Dedalus, Trieste



Giacinti

Miranda Jane Green[1], grande studiosa gallese di storia celtica dice: “nel Racconto di Culhwch e Olwen, come è narrato nel Libro Rosso di Hergest, Mabon è il figlio di Modron. Invero i loro nomi significano solamente "figlio" e "Madre". Mabon è sottratto a Modron la terza notte della sua nascita e di lui non si sa più nulla fino a quando viene ritrovato in una prigione da Culech e Artù, che erano andati alla sua ricerca. La fortezza può essere raggiunta soltanto per via d'acqua; al momento della sua liberazione Mabon è la più vecchia creatura vivente. In questo racconto mitologico gallese Mabon, poi, ha il ruolo di cacciatore: egli insegue il magico cinghiale Twech Trwyth, recuperando dalle sue orecchie il rasoio e il pettine necessari a Culhweh per porre fine alla sua lunga ricerca.

Vi sono molti punti di grande interesse per quel che riguarda la natura di Mabon: innanzitutto il nome del padre non è mai menzionato: egli è il "Figlio della Madre", e la stessa Modron potrebbe quindi essere vista come un'antica Dea-madre.
Un altro aspetto da tenere presente è il possibile legame con altre storie: il rapimento di Mabon a tre giorni di vita richiama da vicino il ratto di Pryderi da Rhiannon narrato nel Primo Ramo del Mabinogi. Mabon e Pryderi sono forse la stessa persona?
E' anche possibile collegare il personaggio di Mabon, il Giovane Divino, a quello dell'irlandese Oengus, figlio di Boann e Dagda.
Il terzo punto da sottolineare è che il Mabon della letteratura gallese è quasi certamente identificabile con il Dio Maponus, venerato nella Britannia settentrionale e a Chamalieres, nella Gallia centrale

Maponus, equiparato all'Apollo celtico, Maponus ("Giovane Divino" o "Figlio Divino") era oggetto di culto nella Britannia settentrionale in epoca romana. A Chesterholm (l'antica Vidolana), fu trovata una singolare placca d'argento a forma di mezzaluna recante l'iscrizine "Deo Mapono". Su alcune dediche il nome del Dio è collegato a quello di Apollo, ad esempio a Corbridge. La Cosmografia dell'Anonimo Ravennate menziona un "locus Maponi" che poteva essere nel Dumfries o nel Galloway, nel sud della Scozia. Le dediche implicano che Maponus fosse probabilmente asociato con la musica e la poesia: su un altare a Hexham la sua identità si fonde con quella dell'Apollo citaredo. Su una dedica a Rochester, invece, Maponus compare su una pietra accanto ad una Dea cacciatrice. Maponus può essere convincentemente collegato a Mabon, il Giovane Divino del Racconto di Culhwch e Owen, nel quale questi è presente in veste di cacciatore.
Si noti che il culto di Maponus non era limitato unicamente alla Britannia; il dio era venerato a Bourbonne-les-baines, mentre a Chamaliers (Puy de Dome) era invocato su una defixio, una tavoletta di piombo con incisa una maledizione”.


[1] Dizionario di mitologia celtica, Rusconi editore, 1998, Milano, pag. 174-174 e pag. 180


L'Arcangelo Michele e il senso iniziatico dell'equinozio d'autunno

Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi.
Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S.Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione.
L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.
Il 21 settembre ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.

I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano.
Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo.

Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.
E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: << Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità >>. Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra.
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.
Le forze presiedute dall'Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male. Ma il bene e il male sono così strettamente uniti che non li si può separare prematuramente senza provocare lacerazioni. L'arte di separare i contrari è la più difficile che   ci sia; ed è in natura che gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte. Non è facile separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come farlo: essa lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e la noce si libera. Lo stesso dicasi per il bimbo nel ventre di sua madre: esso è strettamente collegato alla madre e non lo si può strappare prematuramente, altrimenti sarebbe la morte per entrambi. Se invece si aspetta, il frutto giunge a maturazione e, a quel punto si può recidere il legame che univa la madre e il bambino. Questa separazione è il simbolo della maturità. Vi ricordate della parabola del Vangelo sulla zizzania e sul buon grano?
Il tempo della mietitura è quello in cui i frutti sono maturi. Bisogna quindi aspettare quel momento per separare il male dal bene, e tale separazione sarà operata dall'Arcangelo Michele.
Sarà l'Arcangelo Michele colui che rivestirà il ruolo principale nella purificazione della terra. Nel corso dei secoli, una moltitudine di esseri nocivi hanno riversato sulla terra un'immensa quantità di forze distruttrici, forze che si sono accumulate in un serbatoio prendendo la forma di un mostro chiamato Drago o Serpente. E' lui quello di cui si dice che... seduce le nazioni, porta fuori strada i figli di Dio e provoca tutte le sventure dell'umanità. Questa egregora è di una potenza smisurata. Solo l'Arcangelo Michele è in grado di vincere quest'egregora. Con l'aiuto del suo esercito, realizzerà ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore. Ecco perché dobbiamo collegarci all'Arcangelo Michele, chiedergli la sua protezione e la possibilità di operare con lui per accrescere la sua vittoria. La luce trionferà sulle tenebre: è stato predetto e così sarà. Perché non partecipare a quell'evento? I figli di Dio che saranno iscritti nel numero di coloro che avranno partecipato al combattimento dell'Arcangelo Michele, il Genio del Sole, questa potenza di Dio tra le più luminose, riceveranno il bacio dell'Angelo del fuoco. Tale bacio non li brucerà ma li illuminerà !

Omraam Mikhaël Aïvanhov

domenica 18 settembre 2011

Responsabilità parte 5 - Arcangelo Miranda

A) MORIRE NON MORENDO        
Come posso spiegarti che si può morire non morendo? Questa è una frase che pronuncia il Conte di Cagliostro in un vecchissimo film. Siamo davvero quello che pensiamo di essere? O siamo un prodotto di meccanismi di marketing che forgiano personalità fittizie adatte al consumo dei prodotti di volta in volta promossi che indossiamo, mangiamo, compriamo per essere trendy, come se fossimo attori che cambiano ruolo a seconda dell’opera che ci viene assegnata per la recita, con la differenza però che non ne siamo consapevoli e siamo convinti di essere il personaggio che stiamo interpretando?

Il processo di riconoscimento in quanto Sé porta alla effettiva morte di ciò che è conosciuta come personalità, ma, come il bruco che muore divenendo farfalla, c'è poi rinascita a nuova e migliore esistenza. Sì, si può morire non morendo! Eppure, perseguendo l'obiettivo di migliorare la propria personalità egoica, l'individuo non sta facendo altro che cercare di essere ciò che veramente è, cioè dio; tuttavia le aberrazioni che possiede lo fanno deviare sempre su una strada diversa.

Tu sei una personalità umana, ma sei anche divino e, quindi, perfetto! 
Tu credi alla prima di queste verità, ma non alla seconda. Eppure, entrambe sono vere. Questo è il mistero!
Per comprenderne perfettamente il significato, dobbiamo rispolverare la definizione di responsabilità: essa è l'abilità di dare risposta alla richiesta di manifestazione del Sé.
C'è una quantità enorme di persone che, nella loro ristrettezza mentale (da noi chiamata apatia) si riempiono la bocca dicendo che al mondo va tutto bene. In realtà il mondo va una schifezza e il fatto di dire che va tutto bene senza invece agire per renderlo più armonico, fa sì che le cose continuino ad andare male.
Poi, un giorno, nacquero le comunità spirituali e da allora le cose si sono messe peggio.

Per iniziare la discussione di questa cosa, voglio nuovamente riportare la mia definizione di Ashram (o comunità spirituale) che ho già fornito in un altro articolo: ospedale psichiatrico spirituale.

Se analizziamo i due termini -comunità e spirituale- ci accorgiamo di una cosa molto semplice.
Il vocabolario Zingarelli definisce comunità come "Pluralità di persone unite da relazioni e vincoli comuni di varia natura". Se poi gli interessi riguardano lo spirito, cioè l'IO, vediamo che tutti coloro che in tutto l'universo, anzi in tutti gli universi, stanno realizzando il Sé, fanno parte, di fatto, di una Comunità Spirituale, pur senza appartenenza formale alcuna. La necessità dell'uomo di appartenere ad una chiesa e di non comprendere che la vita stessa è l'unica chiesa che esiste, è solo il risultato di una aberrazione.

Il potere di queste "12 aberrazioni fondamentali" è molto forte in quanto esse sono impiantate in un'area della mente che è prima della coscienza, cioè la persona crede in modo assolutamente netto e sincero che il cumulo di fesserie che sta facendo e proclamando siano sentite, ma sono solo queste aberrazioni che la fanno comportare come un cretino.  Una di queste aberrazioni riguarda l'aspetto devozionale e ciò significa che se i diversi milioni di persone che abitano nelle comunità come per incanto, ad uno schiocco di dita, fossero liberate da questa aberrazione (che è poi quella del salvatore), immediatamente si guarderebbero in faccia e, ridendo, direbbero: "Ma cosa diavolo ci facciamo qui a fare gli idioti?" A quel punto la persona sarebbe riabilitata sulla propria auto-determinazione. Questo aspetto devozionale è quel meccanismo idiota che fa fare quel mucchio di cose stupide alle persone quale il prostrarsi ai piedi di qualcuno, idolatrare una statua, aggregarsi in chiese e altre idiozie del genere.  È così che si mantengono le chiese ed è per questo motivo che si pagano le messe per andare in paradiso. Figurarsi che, in un comune collocato in una zona molto cattolica che aveva intenzione di farmi fare una conferenza in qualità di scrittore, quando ha visto che il titolo del nostro libro era IO SONO immortale, si sono defilati perché l'immortalità è un prodotto gestito solo dalla religione; infatti mi hanno prima chiesto se ero cristiano e poi... addio a tutto. Posso solo dirti che quando liberiamo una persona da questo genere di aberrazione, essa davvero non riesce a capacitarsi di come sia stato possibile essere stati così sinceramente e convintamente idioti nel fare e frequentare quel genere di posti e situazioni. Eppure era tutto diverso solo un minuto prima... che miracolo! Il problema è che l'aberrazione fondamentale non ti fa mettere minimamente in dubbio che è essa che ti sta filtrando e deformando la realtà. Ed è così che abbiamo i fedeli e gli spirituali, gli infedeli e gli atei, un mucchio di persone normali. Guarda, che non sto scherzando né ho voglia di offendere nessuno, ma qui se non parliamo in modo molto chiaro non ne veniamo fuori.
PER COMPRENDERE IL MECCANISMO VITALE... Ora guarda questa immagine:



in essa vediamo TU in qualità di Essere Spirituale (l'Osservatore) e il corpo, il quale può divenire la sede della personalità. Tutte le tecniche e i metodi che ci sono oggi, ad esclusione di un paio, non fanno altro che lavorare sulla personalità. Quando lavori sulla personalità puoi, al massimo, ottenere un cambiamento del modo di fare di quella persona, ma tutta la sua "negatività", cioè tutta quella roba per cui hai pagato migliaia di euro per fare corsi di miglioramento, viaggi, vitto e alloggio, tempo, rimane lì, ancor meglio ancorata e la persona la quale, finito il corso, si sentirà più confusa di prima.
Tutto ciò che dobbiamo comprendere è:

  1. che l'unico strumento di esistenza che possiede un essere spirituale è il pensiero
  2. che se la persona si identifica con le sue creazioni si intrappola. 
Nella Trilogia dell'IO SONO scrissi: “Un Essere spirituale ha poteri inimmaginabili e l’unico suo limite è il livello di identificazione con il suo corpo e poi con le sue creazioni. In qualità di spirito è sempre più grande delle cose che è in grado di creare, poiché ogni cosa viene da lui”.

Il credere che sia un corpo che si muove in uno spazio è il modo in cui lo si imprigiona se lo si porta a dimenticare la sua vera natura spirituale. Chi o che cosa fa sì che questo avvenga fa parte della ricerca del “perché” della vita umana.

Il problema dei corsi che ci sono in giro è che essi agiscono sulla personalità e quindi la rendono ancor più tenace; l'unico modo per far svanire la personalità è quella di vederla da fuori, dal punto di vista dell'essere spirituale: solo in questo modo essa, vista esattamente così com'è, senza filtri, scompare. Come puoi vedere da questa immagine (paragonala con quella di prima), se sei dentro la personalità, non puoi vedere la personalità stessa:



QUANDO LE ESPERIENZE DIVENGONO "COSE"
E qui arriviamo, finalmente, a parlare dello strumento che è stato alla base di questa serie di articoli sulla Responsabilità, cioè alla necessità di usare il file audio di quella che noi chiamiamo meditazione.
Un altro appunto che dobbiamo chiarire è che questa meditazione è La Meditazione; non ci sono altre cose che sono meditazione: ci sono una infinità di balle che vengono chiamate così e a noi questo termine piace poco, oramai. Se la meditazione non è questa, non è meditazione e il contenuto del nostro file audio e di ciò che diciamo è nulla di ciò che si trova già in giro, voglio sia ben chiaro.

La meditazione è l'atto del mettere in mezzo a due polarità, cioè la possibilità di ritrovare il proprio Centro, l'IO. La personalità è polarità, la meditazione spegne la personalità. Le meditazioni che spacciano come tali non lo sono affatto; tutt'al più sono training di rilassamento. Ma cosa sono le polarità? Sono pezzi del Sé, sono frantumazioni del Sé; il termine FRANTUMAZIONE è l'opposto di RIDEFINIRE, per cui un individuo frammentato è una persona che sta recitando, in maniera automatica, la parte di figlio, padre, madre, autorità, studente, maestro, pilota, donna sexy, ricco, povero, bello, brutto e tutte le infinite parti in cui si può frantumare un essere al fine di ottenere ammirazione.
I nostri metodi non sono tecniche e tendono esclusivamente a ristabilire il meccanismo di flussi entranti ed uscenti della mente (guarda di nuovo l'immagine di sopra), cioè a ristabilire il processo di pensiero.

Se una cosa è fatta bene, si ottiene un riappropriarsi della gestione con cui funziona la mente perché il corretto meccanismo di pensiero ridà potere all'osservatore (all'essere spirituale) in quanto gli fa riprendere distanza dalla personalità poiché, se sei attaccato alla personalità grazie a tutte le identificazioni che hai accettato, non puoi cambiarla per il fatto che senza distanza l'osservatore non può vedere e quindi non può cambiare le cose. Lo spazio è l'elemento vitale per creare. Ciò che in un flusso corretto è esperienza, in un flusso alterato l’esperienza diviene un attaccamento emozionale per cui persone, luoghi, cose, tempi ed eventi che tu dovresti gestire semplicemente in quanto fattori di divertimento, divengono invece fattori di controllo che gestiscono l’essere spirituale per divenire motivo di ammirazione.
Ora ascolta bene questo: l'ammirazione è un modo di "riserva" con cui l'essere, in mancanza di flussi reali, cerca di sentirsi vivo cercando di percepire un movimento fittizio di qualcosa che, di fatto, non si muove: parlo di energia stazionaria (forme-pensiero) che vibra dando l'illusione di essere un flusso. Questa è la frase più importante che si possa dire. Quando l’osservatore crea perché è staccato dalle cose, innesca un flusso ciclico di energia che esce come idea e che rientra, dopo l'esperienza, come consapevolezza di Sé. Chiunque voglia cambiare il punto di vista lo può fare solo dopo che ha fatto un'esperienza: non si può cambiare il punto di vista solo leggendo delle esperienze di altri o abbuffandosi di letture e frequentando corsi. Ciò è ben spiegato in questa slide di un nostro Corso:



Quindi il fatto è che se vuoi assumere il punto di vista di dio, se vuoi essere dio, devi fare le cose che stanno nell'IO SONO e solo dopo puoi sentirti dio.
Se non crei del nuovo, cioè dall'IO SONO, i flussi sono bloccati e lo spazio è azzerato.
Ecco quindi che quando l'osservatore non ha spazio in quanto è attaccato alle cose, ha necessità di ricevere un surrogato di energia da sostituire al flusso reale; allora è portato a usare la ragione nascosta al fine di sentire qualcosa: gli diviene quindi indispensabile il meccanismo dell’ammirazione, cioè far vibrare le forme-pensiero per ricevere la sensazione (evidentemente fasulla) del movimento. Per attaccamento si intende proprio assenza di spazio di osservazione (è quella cosa che si chiama spirito d'osservazione, propria di una persona libera); poiché ciò che si muove nello spazio è l'energia, ne consegue che l'assenza di spazio determina il blocco di energia chiamato forma-pensiero. Il problema dell'attaccamento è che noi diveniamo le nostre esperienze vissute poiché ci blocchiamo in esse.

Per ragione nascosta si intende il fatto di utilizzare delle strategie per far sì che le persone con cui si è in contatto siano indotte a fare delle cose per propria convenienza; puoi chiamarle anche inganno nelle relazioni, ma noi nella parte audio libri chiamiamo SCOPI.
Quando ci vestiamo in un certo modo per far colpo su qualcuno, stiamo usando la ragione nascosta, ma lo facciamo anche quando, a fine anno, facciamo i regali, in quanto azienda, ai clienti grandi in quanto ci portano fatturato e non ai piccoli che, invece, ci starebbero anche simpatici.

Per coltivare la ragione nascosta avete bisogno della sostanza di cui sono composti tempi, eventi, cose, relazioni e luoghi, cioè di Materia, Energia, Spazio, Tempo: se intorno a voi trovate persone che sprecano materia, energia, spazio o tempo, vuol dire che stanno usando una bella ragione nascosta, anzi più di una, tante... (e lo stanno facendo anche se sono avari nell'uso di queste cose). Il risparmio di energia, o meglio il corretto utilizzo delle risorse, è un fatto di etica ed è una delle caratteristiche principali dell'essere spirituale nella misura in cui l'energia la crea e la fa sparire di nuovo nel Nulla; tutte le volte che l'individuo blocca il ciclo dell'energia è perché è divenuto personalità e sta tentando di ingannarvi sulla vera cosa che vuole. Non fidatevi delle persone che per fare un caffè usano la macchinetta da quattro, ma allo stesso modo non fidatevi di coloro che per fare un caffè riscaldano l'acqua e vi immergono tre volte un chicco di caffè legato ad un filo di cotone: avarizia e spreco sono due espressioni di quella stessa patologia chiamata personalità. Vita Impersonale è, invece, creazione in assenza di ragione nascosta, fare per il solo fatto di sentire di fare; poi, sarà quel che sarà; Vita Impersonale prevede che l'energia non stagni, che non si blocchi. Solo avendo a disposizione (sprecando o bloccando) materia, energia, spazio e tempo, gli individui in preda alla personalità diranno non IO SONO QUELLO, bensì IO SONO QUESTI ed infatti sono pieni di ricordi che divengono oggetti e gli oggetti divengono motivo di rafforzamento del ricordo, un modo ottimo per essere schiacciati dalla spirale del passato. 
SPAZIO = VITA = CREATIVITÀ. Perché non vedete la televisione con gli occhi appiccicati allo schermo? Perché se non c'è distanza dalle immagini non ci può essere visione e quindi non ci si può godere lo spettacolo. Allo stesso modo quando l'Osservatore è identificato con le cose non può vederle e non può modificarle per cambiare la sua vita.  L'unico modo per far sparire le cose è quello di osservarle dal punto di vista dell'osservatore, cioè con la dovuta distanza: significa, ricordando l'immagine di prima, uscire dagli incatenamenti della propria testa per ritornare ad essere osservatore. Quando si parla di "assenza di desideri" non significa non avere desideri, significa non avere attaccamenti, cioè non essere identificati con le cose e, ancora meglio, non usare quelle cose per ottenere ammirazione dagli altri. La famosa frase biblica "Il mio regno non è di questo mondo" non significa altro che se sei un osservatore operante del tuo IO SONO allora tu agisci in un territorio (regno) che non è quello di questo mondo materiale solido e pesante, altrimenti se il tuo regno è di qui... allora sono cacchi tua!!! In India si sono fumati il cervello e molti credono che la totale assenza di desideri sia la cosa giusta da fare; questa, per me, non è la cosa giusta, ma una stronzata:



Quel cinghiale che vedete in basso a destra è il cugino del maiale, un animale noto proprio per la sua sporcizia; io ho personalmente avuto modo di constatare che questo c'è in India: l'ho visto camminare per strade piene di melma e di scarichi organici nei quali vivono bambini e mendicanti e, tutt'intorno, si svolge la normale attività sociale, seppur incivile. Altro che popolo intriso di spiritualità nel senso di area in cui si sa come realizzare il Sé: se questo è il risultato della realizzazione del Sé, allora me ne vado sulla luna.

IL CICLO DELL'ENERGIA
Ora voglio spiegare la meccanica della identificazione con le cose.
Ancora per un altro errore, ma in realtà è sempre l'influenza dell'aberrazione della devozione, si viene portati a pensare (è proprio il caso di dire che "si viene portati a pensare") che Brahma, Vishnù e Shiva siano tre divinità induiste davvero esistenti/esistiti, così come lo si crede per Gesù: anche questa cosa è una menzogna.
Queste tre divinità rappresentano semplicemente gli aspetti del ciclo creativo dell'energia che nasce, collassa e scompare.


Il ciclo dell'energia creativa rappresentato da Brahma, Vishnu, Shiva:
infatti Trimurti significa proprio "i tre aspetti"


Questa immagine è conosciuta come la Trimurti e la sua spiegazione è molto semplice:
  • Brahma è visto come il creatore
  • Vishnu come il sostenitore
  • Shiva come il distruttore
In un suo sonetto Saint-Germain dice: "Nulla c'era, dio volle, Nulla divenne qualche cosa; Nulla mantenne l'equilibrio e servì da sostegno".

L'Io è quindi il potenziale/non-potenziale, è colui-che-è-e-che-non-è, l'indefinito o, ancor meglio, è potenzialmente tutto pur non essendo nessuna cosa: questo è il Nulla. Come prima cosa della serie, abbiamo il Nulla, quindi il Nulla decide di eseguire una creazione, per cui comincia a creare e qui abbiamo la fase due o fase di Brahma, colui che dà inizio alla creazione con l'idea: Brahma è l'idea di partenza, ma senza persistenza in quanto manca il fattore tempo. Poi abbiamo la fase 2, quella di Vishnu, cioè l'attività creativa di Brahma prende corpo nella realtà, quindi è ciò che determina la persistenza all'idea: di fatto introduce tempo e dà luogo alla manifestazione; essendo questo un rafforzamento del precedente "creare" possiamo chiamarlo creare-creare. Quindi, una volta avvenuta la creazione (e fatta esperienza) interviene Shiva, il distruttore; nell'attività divina distruggere non ha una valenza emozionale, bensì solo il fatto di togliere l'energia ad una creazione e farla dissolvere. Di fatto, in ambito divino, la distruzione non esiste in quanto è solo un cambiare modo di creare (o non creare affatto). Ciò significa che l'intervento di Shiva non determina più ALCUNA CREAZIONE: a questo punto, se l'energia non è più presente, si è dissolta e abbiamo di nuovo il Nulla, quello che fa da base a tutte le attività creative.
Quindi, per ricapitolare la sequenza, abbiamo: il Nulla, Brahma, Vishnu, Shiva, il Nulla o, se vuoi,
NULLA    Creare    Creare-Creare    Nessuna Creazione    NULLA


Il vero ciclo dell'energia è espresso solo dall'attività creativa (Nulla non è energia, ne è il creatore) ed è ciò che dà sostanza alle cose. Ma, solo per i nostri fini (quindi in modo arbitrario) assegniamo il nome di Ciclo dell'energia a Brahma-Vishnu-Shiva e, in un ambito più grande (comprendendo anche il Nulla) abbiamo il Ciclo dell'energia espanso.
Questa cosa ci serve per capire che se non facciamo ritornare tutto al Nulla, cioè se rimaniamo pericolosamente attaccati all'energia creativa senza farla svanire, l'essere si blocca con le sue stesse creazioni perché vi si identifica con esse; questo significa che la libertà spirituale può essere raggiunta solo se si porta l'essere spirituale nella condizione di osservatore tirandolo fuori dalla condizione della personalità. Ti ridò l'immagine di prima, ma integrata:



Poiché l'energia è una cosa, mentre il Nulla è il creatore delle cose, da questo ciclo si comprende che se Vishnu continua ad esistere (cioè si mantengono in essere le creazioni senza che si lascino andare, senza che si spenga l'energia, azione rappresentata da Shiva il distruttore), la cosa rimane lì e l'essere spirituale, non potendo ritornare al punto di osservazione, rimane identificato con la cosa creata. Quando l'osservatore è identificato con la cosa significa che non c'è spazio tra lui e la cosa creata, per cui, non potendola vedere, non può cambiarla. Tutti i corsi che ci sono in giro, si basano esclusivamente su una maggiore identificazione con la cosa creata e ciò determina un maggiore inspessimento della trappola. Questa è l'identificazione e il motivo per cui se non si riabilita l'abilità ad osservare dell'essere spirituale, non è possibile che si riabiliti lui stesso. Quindi, è il caso di dirlo, chi fa da Sé fa per tre (trimurti).

In ogni caso questo dovrebbe anche spiegarti che il fatto di fare il tifo per una identificazione (che è una polarizzazione) o essere contro, comunque la rafforza: lo abbiamo visto nell'articolo dedicato a tutti coloro che si ritengono animalisti e che con il loro odio non fanno altro, a distanza, che alimentare le azioni cruente contro gli animali divenendone a loro volta complici.

Se tu provassi a chiamare su un motore di ricerca qualcosa che riguarda i libri che trattano di potere personale, affascinare, sedurre, convincere, troveresti un elenco di migliaia di pagine e ci vorrebbero anni per leggerli tutti. Il successo di questi libri è dovuto al fatto che le persone non sopportano di rimanere anonime, vogliono emergere per essere "viste" perché ciò da loro un surrogato di sensazione di energia vitale: il fatto è che è meglio un'emozione negativa piuttosto che nessuna emozione. Per vivere come essere umano le relazioni sono necessarie poiché senza interazione non c'è conoscenza, ma l'ossessione ad apparire come anche il suo opposto (il nascondersi da tutti) assume connotazioni patologiche. Probabilmente, vedendo quei penosi reality televisivi ti sarai accorto che sono spesso presenti personaggi la cui stella aveva smesso di brillare da tempo: te li ricordavi di una certa dignità, ma in questi programmi accettano di prostituire la loro dignità pur di sentirsi osservati.
Bene, credo che in un modo o nell'altro il meccanismo del flusso creativo è divenuto chiaro; passiamo ora a come fare tecnicamente a liberarlo.


B) La reale situazione di "SII CALMO! E SAPPI: IO SONO DIO
Le seguenti parole sono tratte dall'ebook a cui il file audio della meditazione è allegato:
Il file audio MP3 allegato a questo e-Book è il risultato di anni ed anni di ricerche e di migliaia di ore di lavoro.
La procedura che il file contiene non è una tecnica, bensì uno strumento che porta l'essere spirituale a pensare secondo i meccanismi vitali della mente, il solo ambito in cui il pensiero può esprimersi. La mente si basa su princìpi ben specifici: allinearsi a questi princìpi significa avanzare nel riconoscimento della propria natura spirituale, non farlo significa ottenere ciò che è conosciuto come condizione umana.
Abbiamo eseguito decine di prove o di esperimenti con questa procedura e chiunque ne abbia compreso il meccanismo, ha percepito il contatto con il Sé o, come amo dire io, con Sé.
Quando scrissi la Trilogia dell'IO SONO ero appena uscito da venti anni di lavoro in cibernetica grazie al quale la mia mente aveva assunto caratteristiche da alta velocità di comprensione per cui mi era assolutamente immediato comprendere le cose se spiegate bene e in modo logico. Ma ci fu un'occasione in cui la mia mente ne uscì miseramente sconfitta: accadde relativamente a ciò che lessi nel più famoso testo del genere spirituale, l'IO SONO; mi riferisco alla famosa frase del libro dei Salmi che l'autore invita a recitare mille volte al giorno: Sii calmo! E sappi: io sono Dio.

Ci misi del tempo, anni, a comprendere l'intimo significato della frase. Credevo anche, erroneamente, che tutti coloro che erano arrivati prima di me a leggere quel libro avessero ottenuto le mie stesse realizzazioni su come usare il potente messaggio visto che avevano letto quel libretto anche venti anni prima di me: d'altronde io mi sono sempre considerato uno dei tanti, con una testa sul collo come tutti gli altri...

Ma in realtà la situazione era ben diversa...

Il palcoscenico spirituale, invece di essere densamente popolato da individui che avevano realizzato l'essenza divina, mi sembrava più un manicomio senza sbarre in cui la maggioranza affermava di essere dio, ma continuava ad abusare dei propri fratelli umani e della Natura.

Ma questo lo compresi solo dopo aver coordinato la pubblicazione della Trilogia dell'IO SONO: il danno non era stato ancora riparato e si perpetrava, magari già nei paesi anglosassoni, sin dal 1914, l'anno della prima pubblicazione negli U.S.A. del libro IO SONO (titolo originale: The Impersonal Life).
Dopo queste parole dovrebbe risultare chiaro cosa significhi cambiare il punto di vista. Per questo era necessario che la gente comprendesse che quella frase da ripetere mille volte al giorno, non era da ripetere così, a mo' di tiritera, bensì era importante riuscire a provare, mentre la si recitava, l'emozione di ciò che si stava affermando: solo così si poteva fare l'esperienza dell'essere dio. Questo è il modo corretto di recitare un mantra: avere la consapevolezza emozionale, oltre che concettuale, di ciò che si sta facendo.
Il file audio della meditazione IO SONO COLUI CHE È consente di FARE l'esperienza dell'IO.




C) COME FUNZIONA LA MEDITAZIONE
L'audiolibro IO SONO COLUI CHE È   Molte persone, da sempre, ci chiedono il segreto o la tecnica che usiamo nella Scuola Progetto per l'Immortalità e abbiamo sempre detto che non esiste alcuna tecnica, ma non siamo regolarmente creduti; questo file sarà la prova provante di cosa intendiamo. Nel file audio, infatti, non si fa riferimento ad alcuna tecnica, ma si addestra la mente a funzionare nell'unico modo possibile, cioè ad equilibrare e ad alternare un flusso uscente a un flusso entrante, quindi a creare e a percepire le proprie creazioni; tutto il resto è inutile e superfluo e motivo di blocco. Questo file, quindi, non rientra nel concetto di miglioramento personale, come da sempre affermiamo nel nostro lavoro, bensì esclusivamente porta a definire il proprio Sé. Quando si deve/può usare la meditazione? Quando le persone mi dicono di "avere problemi" dico loro:
  • Non ti senti bene? Fai la meditazione!
  • Non hai denaro a sufficienza? Fai la meditazione!
  • Hai problemi in famiglia? Fai la meditazione!
  • Hai problemi sul lavoro? Fai la meditazione!
  • Vorresti essere più felice? Fai la meditazione!
  • Vorresti imparare a cucinare? Fai la meditazione!
  • Vuoi saperne di più sulla vita? Fai la meditazione!
  • Vuoi sapere chi sei? Fai la meditazione!
  • Vuoi avere un miglior rapporto di coppia? Fai la meditazione!
  • Vuoi dimagrire? Fai la meditazione!
  • Vuoi scrivere un libro? Fai la meditazione!
  • Vuoi aumentare il business della tua azienda? Fai la meditazione!
  • Hai un callo ai piedi di cui vuoi guarire? Fai la meditazione!
  • Vuoi incontrare il partner della tua vita? Fai la meditazione!
  • Hai mal di schiena? Fai la meditazione!
  • Hai il prurito al naso? Fai la meditazione!
  • Vuoi programmare un viaggio ben riuscito? Fai la meditazione!
  • Devi cuocere la pasta nel miglior modo possibile? Fai la meditazione!
  • Sei al primo appuntamento e sei emozionato? Fai la meditazione!
  • Domani hai un esame o una prova? Fai la meditazione!
  • Vuoi ascendere o realizzarti? Fai la meditazione!
  • Vuoi imparare a parlare in pubblico? Fai la meditazione!
Volete che continui per anni? Qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno, fai la meditazione, ma ricorda che essa ti libera solo dai problemi; poi, per ottenere hai bisogno di creare tu, ma a quel punto, con il rinnovato contatto alla tua sorgente interiore IO SONO, tutto ti dovrebbe riuscire facile.

Allora, ricordiamo le parole della Trilogia dell'IO SONO: un essere spirituale ha poteri inimmaginabili e l'unico suo limite è il livello di identificazione con il suo corpo e le sue creazioni. Per trasformare la condizione di essere umano in quella di essere spirituale si deve guadagnare in distanza; se lavoriamo sul fatto di percepire la distanza allora saremo in grado di allontanarci dalle identificazioni.

Qui è davvero un problema di coscienza: se gli individui non cominciano a ragionare con la propria testa non si potrà mai andare da nessuna parte; imbottire una popolazione di leggi, regole e norme non può che condurla all'alienazione della propria coscienza personale e quindi sociale; e non è sufficiente ascoltare il file audio se non c'è una reale apertura di cuore.

Nello spiegare come è costituito e come funziona il file, continueremo nel nostro obiettivo di perseguire unicamente nel recupero della propria autodeterminazione.
La frase dell'IO SONO che ho riportato all'inizio dice che tu sei sia la parte umana, sia quella divina, ma la seconda ti riesce difficile da credere; ciò significa che un individuo, nella sua parte spirituale, è la somma di
  • IO (parte divina)
  • ME (il riflesso dell'IO, quindi l'osservatore o essere spirituale con in carico una specifica mission creativa)
mentre la sua manifestazione può avvenire attraverso il sistema/strumento SPIRITO-MENTE-CORPO.

Quando diciamo IO SONO QUELLO vuol dire che IO parla del suo riflesso nella coscienza creata per mezzo dell'osservatore grazie a quell'insieme SPIRITO-MENTE-CORPO attraverso il quale l'IO si sente di esistere.

Ogni individuo è sia IO che, contemporaneamente, il ME. Quando questa coscienza è chiara, l'essere è liberato e diviene potenza infinita e coscienza pura.

Il file audio, interamente registrato con la mia voce e di una durata di una 50ina di minuti, è strutturato in tre parti:
  • coscienza del corpo
  • dis-identificazione dalle etichette umane 
  • realizzazione del Sé, cioè pura percezione dell'IO

Analizziamole.

  • COSCIENZA DEL CORPO
Questa sezione è il prosieguo ad una piccola introduzione quale invito al rilassamento. Ne approfitto per mettere a proprio agio lo Studente e, nel frattempo che prende posizione, gli comunico alcune cose fondamentali tipo: Questo è ciò che devi sapere, sei distratto dal Sé semplicemente perché la tua mente vaga tra uno scopo e l'altro, per cui sei continuamente nel passato e nel futuro e alla fine la tua vita è costellata di scopi che turbano la presenza a te stesso e agitano la tua mente nel presente...: gli scopi sono, appunto, la Ragione Nascosta, dopodiché inizia la parte della coscienza del corpo. A tal fine è utile ricordare che l'individuo vive al di fuori del suo corpo, ma non nella maniera corretta, cioè non è sganciato dal corpo, bensì vive nella sua controparte eterica, il corpo-eterico.

Già altre volte l'ho detto: il vero ostacolo all'evoluzione spirituale non è lo spirito, ma il corpo. I veri problemi sono lì, del tipo uno a un miliardo rispetto ai problemi dello spirito; per questo le persone, dopo ore e mesi di procedure, cadono miseramente al primo piccolo ostacolo: è il corpo che va in restimolazione.
Ma, tornando al fatto che l'uomo non vive nel proprio corpo, cito una frase di Osho che ho già usato in passato e anche come aforisma al capitolo 12 del nostro IO SONO immortale:

Il lavoro primario è il lavoro sul corpo: questo va ricordato.
Le persone hanno bisogno di essere riportate a essere consapevoli del loro corpo. Si sono mosse troppo lontano a causa dei loro pensieri ed hanno perso il contatto con il loro corpo. Quando le persone divengono padrone dei loro corpi, ogni cosa diventa possibile perché diventano esseri vivi e sensibili.
Serve aggiungere altro?

Con questa prima sezione facciamo un vero e proprio training autogeno grazie al quale l'individuo ritorna ad essere consapevole del proprio corpo. Questa procedura è molto potente e il file è registrato davvero bene e, purtroppo, spesso e volentieri, lo Studente si addormenta in questa fase; ciò vuol dire che la stanchezza del quotidiano è eccessiva e questo è già un indicatore che il tuo quotidiano è troppo stressante e quindi è bene metterlo a posto.

Molte persone mi chiedono se ascoltare il resto del file in stato di sonno può essere utile a livello subliminale; la risposta è semplicemente no! Noi non creiamo prodotti con contenuti subliminali: quelli sono strumenti basati sull'ipnotismo, altro che sulla coscienza sveglia.
Noi dobbiamo indirizzare l'attenzione per recuperare il possesso del nostro meccanismo di pensiero, per cui è necessario uno sforzo consapevole.
  • DIS-IDENTIFICAZIONE DALLE ETICHETTE UMANE
Lo scopo di questa sezione è quello di produrre l'effetto di dis-identificarti dalle etichette umane. Questa è la parte più importante della procedura in quanto è la più dura; se si riesce ad avere consapevolezza di questa parte, la terza diviene più semplice. Questa sezione è basata sul fatto di dare dei comandi molto precisi alla propria mente, come ad esempio che non si è il proprio corpo, non si è la propria mente, non si è la propria sessualità e così via, per tanti altri aspetti.
Per piacere, non mi scrivete per "farmi osservare" che i comandi negativi (quelli che contengono il NON) sono rifiutati dalla mente: non è vero!!! Ciò che è vero è che quando non vogliamo una cosa e ci mettiamo l'emozione vedendo quella cosa nella nostra mente, allora accade che la scena del rifiuto si manifesta. Guarda questo esempio tratto dal film: The Secret dall'ideale titolo Accade ciò che non si vuole (scusate se YouTube manda pubblicità):


E' un modo di dire che se sei troppo preso dalle emozioni, il pensiero non vince. Il processo funziona così:


quando affermi che NON sei quelle cose, prendi distanza da esse e quindi esci dalla tua mente (dalla sfera-eterica) e recuperi la tua posizione/condizione di Osservatore; facile, no?!

Se avrai comandato in modo corretto alla tua mente i vari punti, alla fine della procedura ti sentirai pienamente IO: goditi questa condizione perché tra un po' si va oltre...
  • REALIZZAZIONE DEL SE'
Attenzione, questo è un punto importantissimo: con questa parte di procedura andremo a percepire il Sé in quanto IO sorgente. Ma deve essere ben chiaro che tu sei sia l'IO sorgente che il ME osservatore. Questa è una cosa determinante: l'IO non può sentirsi di esistere se non c'è anche la coscienza dell'osservatore. Ciò significa che già al punto precedente tu hai percepito di essere, ma questo punto è una astrazione in più perché ti permette di avvicinarti a percepire anche la sola Sorgente, cioé il Sè nudo e crudo nella sua espressione potenziale.

Per questo c'è la frase: IO SONO QUELLO, MA QUELLO NON SONO IO! In realtà tu sei questo e quello (senza essere entrambe le cose non ci sarebbe esistenza, creazione o percezione), per cui quando diciamo IO SONO QUELLO, con la parola QUELLO intendiamo la risultante di tutto ciò che tu hai creato fino ad ora, la coscienza! Parliamo di quella cosa che oggi è, ma domani, fra 24 ore, quel QUELLO sarà più grande e diverso da ciò che è oggi, perché in queste 24 ore avrai creato qualcos'altro in cui riconoscerti! Ma tu sarai per sempre IO e questo "io" lo si raggiunge con la frase IO SONO QUELLO, MA QUELLO NON SONO IO. Nell'ebook allegato al file, utilizzando un esempio che usava Nisargadatta il realizzato, scrive:
Un concetto che ti renderà chiara questa cosa è il pensarti come il libro della vita che viene continuamente scritto.

Tutto ciò che è stato già scritto è la coscienza di te, ma tu sei solo il puntolino della penna che poggia in questo momento sulla carta. Quel puntolino è tutto pur non essendo nulla; questo è l’IO: l’eterno presente che scrive il libro essendo solo un puntolino.
Tu hai bisogno di vedere ciò che è stato scritto per sapere cosa sei, ma non sei quella cosa: tu sei solo un puntolino che in quel momento la penna imprime sulla carta. Questo significa IO SONO COLUI CHE E’ cioè l’eterno presente.
L’IO, quindi, è il testimone di tutta la coscienza di Sé che è l'ultima illusione dell'ego.
Prenderai distanza dalla tua coscienza affermando prima IO SONO QUELLO e poi, una volta distante dalla tua coscienza, affermerai MA QUELLO NON SONO IO.

Sappi che tu, in potenza, Sei Colui Che E' e questo è lo stato potenziale di Sorgente, il puntolino, ma poiché una sorgente non è nulla senza uno sbocco, ricorda che tu sei CONTEMPORANEAMENTE l'IO-sorgente e l'IO-me; la sorgente è potenza, il me è fattività di quella potenza.

Una enorme quantità di dati potete anche reperirli direttamente dalla bocca di Nisargadatta il realizzato nel libro IO SONO QUELLO. Quella di Nisargadatta è una delle 4 vie dello yoga (yoga=contatto con il Sé) ed è conosciuta come la via filosofica; noi usiamo questa in quanto è la più potente e raccoglie anche le altre tre. Noi non ci identifichiamo con NESSUNA scuola di yoga attualmente presente sul pianeta anche perché quello che viene definito yoga in giro sa eccessivamente di inquinato.

La realizzazione del Sè è una questione di allenamento; sapere chi sei passa per il fatto che tu percepisca che SEI e, scusate il gioco di parole, per essere se stessi si deve essere secondo ciò che si è e ciò che si è lo puoi scoprire percependoti.
Insomma, alla fine più ci alleniamo ad usare il meccanismo di comunicazione della mente, distanza e percezione, più conosciamo IO e quando hai conosciuto IO hai conosciuto Dio, cioè te. 

Questa è l'immagine rivelatrice di questa fase:



quindi IO SONO QUELLO e QUELLO NON SONO IO ristabilisce il flusso di comunicazione in quanto ti fa sentire e capire che tu sei entrambe le parti e questo è tutto.

In ogni caso questo è quello che le religioni non ti dicono, della serie, per parafrasare un famoso film, le parole che non ti ho detto, ebbene, stavolta ve le ho dette io.
Il pacchetto IO SONO COLUI CHE È contiene, oltre al file audio, l'ebook dove c'è una ottima spiegazione della procedura e l'intera trascrizione del file audio. Ma in verità gli eBook sono due, solo che uno è scritto con il classico nero su bianco, l'altro nel più rilassante alla vista bianco su nero.
Se vuoi contattare la tua natura spirituale, e non soffri di disturbi mentali e sai onestamente che non stai imbrogliando le persone con atteggiamenti da Ragione Nascosta, non esiste alcuna contro-indicazione alla meditazione, altrimenti astieniti.

Ricorda la "promessa" del Sermone del Monte scritta da chissà quale anonimo scrittore esoterico? Eccola:

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani.

Cos'è il regno di dio? E' la tua abilità di essere coordinatori del tuo universo mentale: quello è il regno di dio, il Tuo Regno. Quindi, la frase corretta sarebbe:

Di tutte queste cose si preoccupano coloro che non coltivano il Sé; nel vostro IO SONO c'è già tutto di cui avete bisogno. Ridefinite il Sé e percepirete l'IO SONO che è equilibrio (giustizia) e tutto ciò che vi occorre vi arriverà in automatico. Non avete nulla di cui preoccuparvi se rimarrete nel presente dell'IO.


Quando sarà pronto Vangelo del Re lo si comprenderà ancora meglio, ma spero che non ci sia bisogno di arrivare a leggerlo per capirlo e che quella comprensione divenga TU stesso al di là della cultura, arrivandoci per contatto col Sé e per istruzione diretta dall'archivio dell'Akasha.

Se la responsabilità è rispondere alla richiesta dell'IO SONO per mezzo della manifestazione, con la procedura del file potrai finalmente scoprire cosa sei venuto a fare su questa terra.
Spero ardentemente che questa spiegazione e la serie dei 5 articoli sulla Responsabilità, ti siano piaciuti.
A presto, anzi prestissimo, perché ho scritto un inaspettato Responsabilità parte 6: L'Epilogo in cui si parlerà della nostra responsabilità nella società in cui viviamo e comprenderemo tutti i motivi della crisi che stiamo vivendo in questo periodo.

Arcangelo Miranda

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