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martedì 25 ottobre 2011

Verso una maggiore consapevolezza dell’orrore della vivisezione: sosteniamo gli emendamenti che salverebbero migliaia di animali



È stata in discussione presso la Commissione Affari sociali della Camera dei deputati la legge-delega che dovrà fornire i princìpi a cui successivamente il Governo italiano dovrà attenersi nel recepimento di molte direttive europee tra cui la Direttiva 2010/63/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 settembre 2010 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.
Con tale recepimento si darà vita a un nuovo Decreto Legislativo in materia di sperimentazione animale che sostituirà l'attuale D.Lgs. 116/1992.

Subito dopo l'approvazione della direttiva europea, OIPA e MEDICI INTERNAZIONALI-LIMAV (Lega Internazionale Medici per l'Abolizione della Vivisezione) hanno lanciato una petizione (http://www.oipa.org/public/vivisezione/petizione.php) diretta al Parlamento italiano affinchè venisse approvata una normativa sulla sperimentazione animale che imponendo alcune restrizioni e divieti inderogabili, come ad esempio il divieto di utilizzo di animali prelevati allo stato selvatico e di animali randagi (quest’ultimo già previsto dall’attuale normativa italiana) a differenza di molti altri paesi europei.
La direttiva europea infatti lascia la possibilità ai singoli Stati membri di approvare misure nazionali più restrittive intese ad assicurare una protezione più estesa degli animali che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva stessa.
È stato dunque introdotto un emendamento alla bozza di legge-delega al Governo italiano (l'art. 3 bis) che prevedrebbe alcuni punti positivi a tutela degli animali (per OIPA l'unica legge davvero positiva per gli animali sarebbe quella che vietasse in toto la vivisezione) e cioè:

  • garantire l'implementazione di metodi alternativi all'uso di animali a fini scientifici, destinando all'uopo congrui finanziamenti;
  • vietare l'allevamento di primati, cani e gatti destinati alla sperimentazione su tutto il territorio nazionale;
  • vietare l'utilizzo di animali negli ambiti sperimentali di esercitazioni didattiche, ad eccezione dell'alta formazione dei medici e dei veterinari (tutta da definire questa, ndr), ed esperimenti bellici;
  • vietare gli esperimenti che non prevedono anestesia o analgesia, qualora provochino dolore all'animale (chi definirà se un esperimento sarà doloroso?, ndr);
  • predisporre una banca dati telematica per la raccolta di tutti i dati relativi all'utilizzo degli animali in progetti per fini scientifici o tecnologici e dei metodi alternativi;
  • definire un quadro sanzionatorio appropriato in modo da risultare effettivo, proporzionato e dissuasivo

L’OIPA desidera ringraziare i deputati firmatari del presente emendamento per il lavoro svolto in quanto aderisce allo spirito della petizione OIPA, va in direzione di un miglioramento della legge - prevedendo tra l’altro la chiusura di realtà come quella di Green Hill – oltre a incentivare l’utilizzo dei metodi di ricerca che non prevedono l’uso di animali. Ricordiamo che nell'Unione europea i dati ufficiali parlano di circa 12 milioni di animali impiegati in pratiche di vivisezione ogni anno e di circa 1 milione in Italia.
Ora tale bozza dovrà essere all'analisi della Commissione politiche comunitarie in seguito dall’Aula di Montecitorio e infine dal Senato. Ci auguriamo non vengano stravolti i princìpi positivi introdotti.
Per sostenere l’approvazione invitiamo quindi a continuare a sottoscrivere la petizione per una modifica della legge sulla vivisezione:
http://www.oipa.org/italia/vivisezione/modificalegge.html

e l’appello di protesta contro Green Hill indirizzato al Ministero della Salute:
http://www.oipa.org/italia/vivisezione/appelli/greenhill.html


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