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venerdì 18 novembre 2011

Il Rolfing e la realtà fisica – Ida Rolf

La funzione determina la struttura tanto quanto la struttura determina la funzione

Il trattamento osteopatico cambia il modo in cui le ossa del corpo sono in relazione tra loro, scioglie le ostruzioni tra le giunture migliorando quindi il benessere.

I corpi esistono nella gravità: il fattore determinante, onnipresente, onnipotente e persistente della loro posizione verticale o della sua mancanza.
Siamo tutti soggetti alla leggi della meccanica; una di queste afferma che le masse devono essere equilibrate per essere stabili.
L’uomo consta, più o meno, di unità impilabili. Gli agenti di questo equilibrio sono le ossa e i tessuti molli (miofascia). Le ossa determinano la posizione nello spazio, ma le ossa sono tenute insieme dai tessuti molli. Quando la miofascia viene rimessa a posto, le ossa si riorientano spontaneamente. Quando il tono dei tessuti molli è equilibrato, il corpo, prova una sensazione di leggerezza. Le masse della testa, del torace, del bacino … non sono più portate fuori posto dal loro peso; la struttura presenta minore resistenza e la gravità può fluire.

Si può cambiare il modo in cui le unità stanno assieme, in virtù del fatto che sono tenute assieme dal tessuto connettivo mio fasciale, in termini chimici il collagene. Il collagene è una sostanza unica. Non c’è nessun’altra sostanza che posso pensare gli assomigli, seppur vagamente, nel modo in cui può essere modificato con l’apporto di energia. Le altre sostanze del corpo non hanno questa qualità: per esempio, le sostanze che costituiscono i nervi non hanno questa qualità, né quelle che costituiscono il sangue o l’apparato chimico della digestione.

La struttura dell’apparato digerente ha questa qualità; dovunque vediate una struttura nel corpo, vedete il collagene. Il collagene è la dimensione materiale della parola “struttura”.
La prossima volta che usate la parola “struttura”, fate attenzione se state parlando della relazione. Fate attenzione se potete usare la parola “struttura” parlando di qualsiasi altra cosa che si riferisca alla relazione. Ogni volta che usate la parola “struttura” con riferimento a un corpo vivente, parlate della relazione tra parti che stanno assieme per creare l’aggregato che chiamiamo uomo.
Il corpo funziona grazie all’energia, con l’energia e tramite l’energia: crea la propria energia e porta all’interno l’energia esterna. Un corpo è una macchina energetica individuale. Quando mettete assieme le parti della macchina in modo adeguato o inadatto, aggiungete o togliete energia dalla macchina nell’insieme. Se la struttura del fegato funziona molto male, e il resto del corpo funziona abbastanza bene, sottraete energia dal deposito generale per consentire al fegato di continuare a funzionare. La risposta è che non vi sentirete molto bene, perché ciò che registrate quando dite “mi sento” è la somma totale della vostra energia.
Quella somma totale è una somma fattoriale; potete continuare ad accrescerla con un allineamento adeguato. Se impilate i pezzi di cui si compone il corpo in modo accurato, potete far sì che il corpo funzioni con la massima efficienza. Non appena quei pezzi perdono l’allineamento, incominciate a perdere efficienza.

Nel rolfing lavoriamo in termini di allineamento. Allineiamo la struttura mio fasciale, che è il sistema del tessuto connettivo. Il tessuto connettivo fasciale è l’organo della struttura. Gli strati fasciali comprendono l’organo della struttura, l’organo che tiene assieme adeguatamente il corpo nel mondo materiale tridimensionale. Per quanto ne sappia, nessuno ha mai messo in particolare evidenza questo aspetto in nessuna facoltà medica.
Nel rolfing uno dei modi per aggiungere energia è la pressione. Il terapeuta dà deliberatamente energia alla persona con cui lavora. Non si tratta di energia nel senso usato dai metafisici; è l’energia di cui si parla nei laboratori di fisica. Quando esercitate una pressione su un punto prestabilito, aggiungendo letteralmente energia alle strutture sottostanti.
La struttura determina la funzione a un livello molto alto e a un livello che possiamo utilizzare. La legge fondamentale del rolfing consiste nell’aggiungere struttura al corpo, quando lo fate determinate un cambiamento della funzione. Noi comprendiamo che la struttura è determinata dalla relazione del corpo con il campo gravitazionale. Possiamo cambiare il modo in cui le parti del corpo stanno assieme in un tutto che può trasmettere il campo gravitazionale attraverso quel corpo in modo tale da accrescere il suo campo di energia. Potete cambiare il corpo in virtù del fatto che è costruito a segmenti, e quando l’avete cambiato in modo adeguato la gravità può fluire. Il nostro strumento è la gravità non la chimica.
La gravità è sempre presente, non si può mai eludere.

La disorganizzazione funzionale del corpo dipende dalla continua esposizione alla forza di gravità. Un costruttore sa che, se non procede nel rispetto delle linee verticali e orizzontali, ne avrà da fare per rinforzare la sua casa in funzione della gravità.
Il corpo umano, in quanto aggregato di particelle materiche, deve obbedire alle leggi delle particelle materiche. Una legge naturale è la descrizione di come qualcosa funziona in circostanze normali. Quando osserviamo il corpo, ci accorgiamo che rivela le proprietà di tutti gli altri corpi metrici.

Nella fisica c’è una branca che si chiama meccanica, che osserva e codifica il comportamento dei corpi materici nel campo gravitazionale. Qualsiasi problema meccanico ha a che fare con il campo gravitazionale e ne implica la presenza.

Bachelard elaborò un quarto livello di visione che osserva come i fenomeni si collegano tra loro; non come si chiamano (terzo livello) o come sono classificati (primo livello), ma come si collegano tra loro.
È il quarto livello di valutazione mentale, ed è il livello al quale vivono i rolfer. Abbiamo visto i limiti del terzo livello (scientifico), e l’abbiamo superato.

La vita non è una linea retta. Le parole escono in linea retta, quindi gran parte della nostra educazione è abbastanza lineare. Ma la vita non è così, ed è per questo è difficile esprimere la vita a parole.
Le parole sono lineari, le idee trasmesse dalle parole sono lineari, in successione. La vita è molto più complicata; la relazione è una chiave.
L’anatomia è al terzo livello. Si impara il nome di qualcosa, si impara da dove parte e dove arriva, a che cosa serve. Bisogna incominciare a osservare relazioni differenti, e uno dei modi per osservarle è che, quando un muscolo o una qualsiasi struttura è stata sovrasolleciatata e accorciata, la sua relazione rispetto alle altre strutture dell’area interessata perde simmetria. Quando allungate un muscolo, non ha più questa relazione disallineata. Tutta la gestalt cambia. La relazione è determinante.
Bachelard capì che questa’era (intuitiva) si situa a un livello al quale non si è davvero competenti.

Quando il bacino non è equilibrato non abbiamo lo slancio verso l’alto che crea l’equilibrio zero, il senso di assenza di peso che può essere sperimentato nel corpo. Il bacino fuori posto non consente l’equilibrio, la tranquillità dell’esperienza che viene da un bacino equilibrato. Le forze combinate che agiscono su un bacino bilanciato in un momento di inerzia sono vicine allo zero. Tutto avviene sempre in un’azione dinamica, ma le forze equivalgono quasi allo zero.
Il paradosso è che quando un corpo equi
librato si piega c’è un movimento di flessione, ma il corpo si distende. Non si accorcia. Ciò non dipende dalla posizione dell’individuo, seduto o in piedi; dipende dai muscoli psoas. Se i muscoli psoas sono al loro posto il corpo si distende in tutti i suoi movimenti.

Il cervello è un sistema idrostatico, dato che materialmente consiste più di acqua che di qualsiasi altra cosa. Pensate alle pressioni esercitate sui vari punti di quell’organo molto importante, quando la testa viene costantemente portata fuori asse o piegata all’indietro. Non sappiamo molto sul funzionamento del cervello, ma sappiamo quanto basta sul resto del corpo per sapere che funziona molto meglio quando è equilibrato. Il nostro equilibrio, l’orizzontalità che vogliamo raggiungere, proviene dall’interazione del movimento su tre piani: le ginocchia che si muovono in avanti, i gomiti che si muovono di fianco e la testa verso l’alto.
Tutti e tre i piani devo essere collegati in modo appropriato prima di poter accettare il risultato in termini di equilibrio. Questi tre piani esistono in un mondo materiale e tridimensionale.
I chiropratici e la maggior parte degli osteopati sono interessati a ottenere il movimento delle articolazioni.

Secondo me il controllo delle funzioni autonome avviene tramite il sistema mesodermico.
Ricordate che nella valutazione del corpo ciò che osservate è la relazione tra i flessori e gli estensori.
L’uomo che insiste nel caricare il peso sulle dite dei piedi non riceve nessun sostegno dalla gambe e il peso viene scaricato sull’anca.

Nel rolfing c’è una sola regola principale: se non avete successo subito, lasciate perdere. Se non riuscite subito, il problema è altrove.

I rolfer dedicano la vita a studiare come mettere in relazione i corpi e i loro campi di energia alla terra e al suo campo di gravità.

Ci sono cinque sensi e ci sono cinque modi di interiorizzare l’esperienza. I rolfer devono essere capaci di concentrarsi sul livello che agisce sui sensi.
Il senso del gusto non entra realmente i gioco; il senso dell’odorato a volte sì, ma non spesso. L’indizio più importante è ciò che può essere visto: descrivere ciò che è visibile.

Per cambiare l’aria nei polmoni occorrono sessanta respiri. Provate a uscire d’inverno e fate le respirazioni, ce ne vorranno sessanta prima che l’aria cominci ad uscire fredda.
Fare cinque o sei respiri non corrisponde ad un esercizio di respirazione.

La fascia è l’organo della postura. Il corpo è una rete di fascia.
Il sistema nervoso più antico del corpo, il sistema nervoso autonomo, è posto davanti alla colonna vertebrale, nel tessuto prevertebrale. Ciò significa qualcosa per quanto riguarda l’equilibrio e l’importanza della muscolatura prevertebrale. Il tessuto prevertebrale concorre al bilanciamento della muscolatura postvertebrale. Non parlo dei robusti flessori prevertebrali sulla superficie anteriore (frontale) del tronco, per esempio, i muscoli retti dell’addome. Mi riferisco al tessuto prevertebrale che si trova proprio di fronte alle vertebre della cavità del corpo. Si tratta di un’area molto importante e significativa per la funzione vitale. La ragione è che il sistema autonomo a volte è quasi incastrato in quest’area e a volte si trova proprio sopra. Quindi, qualsiasi cosa che incominci a operare cambiamenti importanti nel tessuto prevertebrale influenzerà per esempio, il metabolismo dei visceri, che sono innervati dal sistema autonomo. Il sistema nervoso autonomo funzionerà in una serie di plessi. Uno di questi, il plesso lombare, è letteralmente incastrato negli psoas. Perciò, quando gli psoas vengono messi fuori uso, l’impalcatura viene rimossa dal plesso lombare. Non viene più sollecitata, non esegue più l’estensione e la contrazione del movimento normale. Il movimento che pompa il fluido dentro e fuori le cellule, viene meno. Perciò l’equilibrio degli psoas è un fattore molto importante.
Quando il bacino riprende una posizione orizzontale, i muscoli prevertebrali riacquistano un tono appropriato. Con il ritorno del tono, quel po’ di movimento che fa fluire e defluire i fluidi è ripristinato, e il plesso lombare attivato. Il lavoro degli psoas è simile a quello di una pompa. Il sistema della digestione intestinale e dell’eliminazione – tutti i visceri al di sotto del diaframma – è collegato con il plesso lombare.
Il plesso più grande è il cervello, poi viene il plesso solare e infine quello lombare.
Il plesso solare ha più a che fare con le emozioni. Se una persona ha subito una perdita o un trauma emotivo, il nodo si situerà nel plesso solare e non in quello lombare.
La funzione degli psoas può essere messa fuori uso quando i muscoli si irrigidiscono, si deteriorano, degenerano …; ma a volte viene messa fuori uso semplicemente in virtù della tensione che si manifesta nei muscoli circostanti, impedendone il movimento.

Una parte della strategia del rolfer consiste nel riconoscere che la plasticità del corpo ha a che fare con la chimica di quel sistema del corpo che crea e mantiene la struttura: il sistema mio fasciale. Questo sistema deriva dal mesoderma.
Noi manipoliamo solo questo sistema e possiamo cambiare il funzionamento di tutto il corpo. Possiamo modificare la verticalità del corpo.

Un essere umano si evolve come un animale eretto. Sarà eretto dal grado di equilibrio tra i flessori e gli estensori. Feldenkrais osservò che le emozioni negative rafforzano/contraggono i flessori (ci si flette sempre, la posizione fetale è una posizione di flessione). In un corpo cronicamente contratto l’energia viene impiegata solo per tenerlo in piedi; l’uomo deve aggiungere continuamente energia al corpo per consentirgli di continuare a funzionare. La flessione cronica dà una sensazione di stanchezza e di “depressione”.
Nel rolfing si comincia dall’esterno del corpo ma il corpo dice che ci stiamo spingendo fino alla sua anima. La ragione di ciò è che noi lavoriamo sulla fascia superficiale, la quale raccoglie i riflessi da tutto ciò che non funziona dentro il corpo.

Se spingete consapevolmente sulla parte posteriore delle gambe, accorciate i tendini. L’unico modo per allungare i tendini sta nel non fare.

La maggior parte delle terapie di manipolazione incomincia dall’interno, da quella che è considerata la “causa”. Forse è la causa; non m’importa se lo è. Ma vi dico che non potete cominciare di lì. Dovete iniziare da dove potete districare il problema.

Non forzate le cose. Se vi siete preparati bene, non dovete forzare le cose. La regolarità e il raddrizzamento graduale organizzano il corpo .

Tutti i muscoli della testa, della faccia e del collo sono collegati direttamente o indirettamente all’una o all’altra vertebra cervicale.

Cranio-osteopatia di Sutherland, ma ciò che Sutherland insegnava, e che presumibilmente poteva essere ascritto al grande mistico e scienziato Swedenborg, non era solo che c’erano punti di riflesso nella testa, ma che la testa faceva parte del sistema respiratorio. Insegnava che la respirazione non era un movimento dettato dai polmoni, se non secondariamente; si trattava di un movimento della testa, che pompava il midollo spinale attraverso la colonna vertebrale.
Ciò sembrava impossibile allora.
L’idea della respirazione come funzione fondamentale del sistema nervoso è rivoluzionaria. La respirazione rappresenta quindi la comunicazione  funzionale tra il mesoderma e l’ectoderma, tra il tessuto mio fasciale e quello nervoso. Possiamo osservare questo modello di respirazione alla fine di una sesta ora ben fatta di rolfing. La respirazione è accompagnata da un movimento dell’osso sacro; all’inspirazione la base dell’osso sacro cade all’indietro, all’espirazione si sposta in avanti. Questo funziona da pompa per il midollo cerebrale. Serve da pompa per tutto il sistema spinale; presumibilmente funziona da pompa verso il cervello, che è parte del meccanismo spinale.
Questo concetto getta luce su come funziona la respirazione su molte pratiche mistiche.
Il meditante controlla il suo sistema mio fasciale tramite un certo modello di respirazione per ottenere una reazione neurale. È abbastanza facile controllare il sistema mio fasciale; è tutt’altro che semplice controllare quello nervoso.

Durante la sesta ora di rolfing scopriamo improvvisamente che la respirazione influenza l’osso sacro. Ma dire una cosa del genere è del tutto sconveniente, perché tutti credono che la respirazione risieda nei polmoni e non nell’osso sacro. Sutherland aveva le sue idee in merito alla respirazione. Il concetto fondamentale alla base dell’osteopatia sacrale di Sutherland era che tutta la colonna veniva influenzata dalla respirazione e che c’era un movimento tra i segmenti del cranio. Quando i segmenti si muovono usano l’intera colonna vertebrale come pompa per pompare il midollo spinale. L’interferenza nella spina dorsale avrebbe intralciato il pompaggio. Alla fine della sesta ora, tutti hanno osservato il momento in cui, quando respirazioni, la spina dorsale incomincia ad allungarsi, si vede la schiena che si estende. Sutherland si occupò del rimo nel cranio. Quando avete imposto le mani su un certo numero di teste, sapete che alcune hanno in loro tanto un ritmo quanto ne ha una pietra. È ciò che succede quando le articolazioni inferiori si irrigidiscono e si deteriorano.
Quando arriverete alla settima ora, in cui lavorerete davvero con la testa e con tutte le articolazioni che determinano l’orizzontalità della testa, incomincerete a ottenere l’elasticità che rende possibile la presenza del ritmo. Il ritmo funzionale si attiverà e continuerà, ponendo rimedio a qualsiasi cosa abbia bisogno di ulteriore lavoro.
Questo è quanto intendo quando dico che noi non ci occupiamo di patologia; noi ci occupiamo della messa in atto di una fisiologia adeguata. Non ne udrete certo parlare in nessun dipartimento della facoltà di medicina, dove l’idea di respirazione è che si tratta di una funzione del torace. Ma, dato che la respirazione si collega alla colonna vertebrale, questa idea ha senso. Secondo Sutherland la respirazione è fondamentalmente una funzione della colonna vertebrale, per pompare il midollo spinale, e l’aria che fluisce e defluisce dal torace è una funzione secondaria della respirazione, non primaria. Vorrei trasmettere questo concetto ai rolfer che sono molto sottovalutati. Osservandolo in termini di ciò che sentite nelle vostre mani.
Tutta la preparazione del lavoro di rolfing durante le prime sei ore rende davvero possibile questo funzionamento. Ci riferiamo al fatto di come l’orizzontalizzazione del bacino sia molto importante. Lo è, senza dubbio. Ma cosa direste di un uomo che si ritrova con un bacino ragionevolmente ben orizzontale, ma senza nessun collegamento di sopra? Prima di ottenere vitalità, flusso vitale e organizzazione vitale, si deve raggiungere l’integrazione di tutto il corpo. Quando ottenete il flusso vitale, potete sentire la radiazione. Il bacino orizzontale sta alla base di tutto ciò. Quando non è orizzontale, non avete nulla che vi serva da base sicura.
Nella respirazione c’è un movimento alla base del cranio, ma tutti i testi di anatomia dicono il contrario. Questo fenomeno si presenta in modo visibile nei bambini: il problema sta nel cranio degli adulti. Nell’anatomia accademica si studia sempre su ossa morte, spesso si esaminano ossa di anziani, forse di una persona povera, che ha avuto una vita difficile, e non ci si può aspettare he abbia avuto un corpo di prim’ordine. Ma quando lavorate con gli esseri viventi, le mani vi dicono che nelle strutture del cranio c’è movimento. La cosa che si potrebbe osservare (ma penso che non sia consigliabile come progetto di ricerca) sarebbe il cambiamento della pressione del midollo spinale in una spina dorsale che si muove liberamente. Ma fino a quando un uomo sta bene, non ha bisogno di punture spinali. Non conosco nessuno che si offrirebbe volontario per un simile esperimento.

Cos’è la fascia? Se sezionate una coscia di agnello, arrostita o no, vedrete che il rivestimento dei piccoli muscoli individuali si unifica a un certo punto per creare quella materia solida che poii aderisce alle ossa. Non è una cosa semplice che un bambino possa disegnare; si tratta di un intreccio e di un interconnessione complessa. Questa rete di collegamenti corre lungo tutto il corpo.
Questa è l’idea nuova. Non è che prima la fascia non fosse conosciuta, lo era da tanto tempo, ma nessuno aveva mai avuto molto interesse a studiarla. Vi può sembrare strano, ma ci sono altri casi simili nella storia della medicina.

Durante la decima ora, il rolfer deve operare certe scelte. Attenetevi a queste. Più vi sentite insicuri, più direte che ci sarà bisogno di una revisione, che una cosa non è stata fatta bene, che non ha avuto un buon esito … e poi direte: “facciamo un’altra cosa”. Strada facendo dovrete lottare sia dentro che fuori di voi perché venga quella situazione, non cercare di sostenerla a ogni costo.

Nel corpo umano il sostegno non è qualcosa di solido. Il sostegno è la relazione. Il sostegno è l’equilibrio degli elementi che non sono affatto solidi; elementi che non sono i grado di sopportare il peso che fa pressione su di loro, eccetto se sono bilanciati. Si potrebbe tradurre equilibrio con tono? Non so. Non so cosa significhi tono in parole, solo nell’esperienza. Una volta l’ho paragonato ad apertura, ma non saprei definire apertura. Quando nel corpo avrete apertura, ottenete un tono; quando ottenete il tono avete l’apertura. L’apertura è spaziale, il tono è fisiologico. Entrambi indicano la prontezza ad agire e a reagire, ovvero la pietra di paragone di un corpo sano.

Robert Frost: “Siete liberi quando vi sentite bene sotto le redini”, questo è il rolfing.

Non è possibile separare la testa dal collo, sono un’unica struttura. Per strano che sia, nessuno sembra pensarci. Non c’è nessun muscolo del viso o della testa che non raggiunga un punto d’appoggio nelle vertebre cervicali. Questo ancoraggio può avere dei problemi; può essere troppo corto o troppo lungo, troppo dritto o troppo ritorto, ma c’è. Tutto ciò che collega la testa al collo ha due estremità, una di queste è nel collo, l’altra nella testa.

Il primo obiettivo di un rolfer è ripristinare la simmetria, che, in ultima analisi è sinonimo di equilibrio.
I muscoli esterni del corpo funzionano come una fasciatura. Fissano la testa al tronco. Secondo me, questi muscoli esterni, che vanno dalla testa alle spalle, non servono per la rotazione. Si adattano alla rotazione, ma penso che il collo sia concepito in modo che la rotazione venga gestita dagli intrinseci (i muscoli corti e profondi) del collo. Se la testa è troppo avanti, la rotazione viene compiuta dagli estrinseci perché agli estrinseci fa difetto l’apertura e non possono funzionare, ma se ciò avviene, la modellatura normale del corpo viene distrutta. Si smarrisce il modello equilibrato centro-guaina del corpo. Mi pare che sia proprio ciò che non ha funzionato nei programmi di educazione fisica.

Le articolazioni sono attraversate dalla fascia, non dai muscoli. La fascia avvolge le articolazioni incrociate. Le articolazioni diventano il segnale d’allarme: ci dicono se qualcosa non va e come. Bisogna cercare i collegamenti, non solo delle articolazioni, ma all’interno del tessuto mesodermico. (la fascia e l’osso vengono dal mesoderma; la fascia è meno densa). Ciò vi darà, un quadro più ampio che se osservate solo i muscoli.

In pratica, tutte le colonne vertebrali, a meno che non abbiano subito danni, compensano in modo simile: le vertebre lombari si spostano in avanti. Per ripristinare l’equilibrio, bisogna riportare all’indietro la base dell’osso sacro e l’apice dello stesso in avanti. Le vertebre lombari seguono allora il movimento, ovvero tutto il meccanismo degli estensori si spinge verso l’alto lungo la schiena.

Per quanto riguarda le ossa, quando lo scheletro è coricato sul pavimento, non c’è nessuna orizzontalità. Potete mantenerlo in posizione, ma non ci rimane. L’orizzontalità del bacino è determinata dal tessuto molle e dalla gravità. È la relazione tra le parti della miofascia che determina dove si situerà il bacino, il bacino osseo. Lo stesso vale per tutte le altre ossa del corpo. Un osso si trova dov’è in virtù di come è tenuto dal tessuto molle. Perciò il lavoro del rolfer riguarda il tessuto molle. Le ossa sono un punto di riferimento, ma il nostro lavoro concerne il tessuto molle.

Il collo deve essere centrato e il cingolo scapolare relativamente orizzontale. Le spalle formano un giogo. La circolarità si ottiene grazie al fatto che, quando raggiungete l’orizzontalità nelle spalle, all’improvviso la testa si muove e lo fa liberamente. La guardate, e dite che ruota sugli estrinseci. Oppure potete incominciare dalla parte opposta: potete fare u esperimento di modo che subentrino gli estrinseci del collo. Se riuscite a farli funzionare, scoprirete di avere un giogo orizzontale sulle spalle, con il collo nel mezzo. È molto più facile scegliere la prima alternativa, ovvero mettere le spalle il più vicino possibile alla posizione normale e poi farle lavorare: lavorare per quanto riguarda il loro e il vostro movimento.

Quando una parte si è infiammata, qualcosa si è accorciato. L’accorciamento interferisce con il flusso circolatorio ed ecco che c’è una congestione. Insistete affinché il paziente si metta nella posizione che, secondo il vostro occhio della mente, riconoscete come normale. (Questa è la ragione per cui i rolfer devono concentrarsi e ascoltare: per scoprire cosa è normale). Quando vedete la normalità, potete iniziare a portare il corpo verso di essa.

I rolfer non sono terapeuti che curano la malattia che sono terapeuti che invocano la salute.
Tutto il lavoro del rolfing riguarda il processo di allungamento.
Alzarsi sulle due gambe ha prodotto un accorciamento del corpo.

Il corpo è costituito da pezzi, secondo me non lo si può trattare come un insieme, bisogna trattarlo come la somma di parti.
È quanto dicono le dita. Le dita ci dicono che non stiamo lavorando con il corpo come un insieme.

Il corpo e la mente sono le due facce della stessa medaglia, perciò i ristati del loro sul corpo influiscono sulla vita emotiva, comportamentale e persino spirituale dell’individuo.
Per esempio, quando la tensione fisica cronica o la debolezza si traducono in irritabilità emotiva o dipendenza, l’allentamento della componente fisica consente un allentamento di tutto il sistema.
Ciò può manifestarsi con il riaffiorare di un ricordo sepolto, o, spesso, si mostrerà sotto forma di intuizione nei modelli abituali di comportamento. Non appena si leva l’ancora fisica, le risposte emotive cresciute oltre misura possono cambiare. Il rolfing non è una processo psicoterapeutico, eppure grazie a esso intervengono cambiamenti psicologici. Per questa ragione i rolfer devono avere una preparazione psicologia prima della formazione specifica.
Il rolfing è un processo di cambiamento. Se ci opponiamo al cambiamento, sentiamo dolore. Se consentiamo al tessuto di rilassarsi, proviamo un senso di calore. Nel caso contrario, si può provare dolore. Il rolfing non raggiunge la perfezione; dà inizio a un processo. Il suo scopo è stabilire l’equilibrio nella gravità. Il ciclo di dieci ore è un primo passo in quella direzione. Il rolfing è un processo in corso che continua molto tempo dopo il completamento del lavoro. Nell’equilibrio, l’energia della gravità può fluire (non opporsi) con l’energia dell’individuo.

Glossario

Centro/guaina-intrinseci/estrinseci                                                                                              Intrinseco ed estrinseco sono categorie funzionali.
Il tessuto più vicino all’osso è intrinseco, il tessuto più vicino alla superficie è estrinseco.
I muscoli intrinseci danno inizio al movimento, gli estrinseci lo fanno proseguire.
Il movimento intrinseco nel suo insieme prende avvio nel nucleo del corpo, molto probabilmente spinto dal sistema nervoso autonomo vegetativo.
I cingoli (scapolare e pelvico) esprimono il desiderio dell’essere – agiscono, ma agendo dovrebbero essere abbastanza liberi affinché la loro azione non alteri la serenità del centro.

Fascia (tessuto mio fasciale)
La fascia è una rete elastica di sottile tessuto elastico (organo della struttura) che esiste in strati continui in tutto il corpo. I muscoli e le ossa sono organizzati e sono sostenuti da questa rete, come pure tutti gli elementi che costituiscono il corpo umano.

Il meccanismo di adattamento della fascia consiste nella contrazione e nel collegamento; per ottenere stabilità e tenere lontano lo stress, il tessuto della fascia si accorcia, si indurisce e si fissa in strutture adiacenti. Ne risulta che il movimento non è più economico: la parti attigue vengono coinvolte nel movimento mentre potrebbero rimanere a riposo. Allora usiamo troppa energia solo per vivere e ci priviamo di energia creativa.


Il corpo umano si sviluppa da tre tipi di tessuti:
  • l’ectoderma che dà origine a nervi, pelle, organi di senso …
  • l’endoderma che dà origine agli organi interni, alla linfa …
  • il mesoderma che diventa tessuto di sostegno cioè ossa, tendini, muscoli, fascia …
Le ossa, i tendini, i muscoli, e la fascia vengono riconosciuti chimicamente come un tessuto fondamentale, con gradi variabili di elasticità, stabilità, mutevolezza a seconda della sua composizione chimica.
Tutti questi derivati del mesoderma comprendono ciò che Ida Rolf definisce organo della struttura, e questo composto è in grado di cambiare, di riorganizzarsi.
La fascia cambia subito e in modo esteso, l’osso cambia a più lungo termine ed è conservatore per quanto riguarda il grado di cambiamento.
La fascia superficiale è un tipo di fascia che si trova vicino alla pelle in una sottile pellicola elastica. La tensione di questo strato esterno è di solito un’indicazione di stress a livello più profondo.

Flessione ed estensione
Descrivono l’azione dei muscoli attraverso le articolazioni: un muscolo che si contrae si accorcia, un muscoli che si estende si allunga. Quando un ginocchio si piega, i flessori posteriori della gamba (tendini del ginocchio) avvicinano la parte superiore della gamba a quella inferiore, chiudendo l’angolo del ginocchio.
Quando si piega la schiena, i muscoli lunghi che corrono lungo la colonna vertebrale (estensore della colonna) si estendono (diventano più lunghi), stabilizzando il movimento del piegamento. In quello stesso movimento, i muscoli frontali del corpo, in particolar modo i muscoli lunghi dell’addome (retto dell’addome) si contraggono.
I flessori e gli estensori agiscono in coppia: quando una parte del corpo si curva (si flette), un’azione reciproca di allungamento (estensione) avrà luogo nell’altro lato.

Riflessi
Generalmente sono dei punti sulla superficie della pelle, che sono sensibili in presenza di un disturbo all’interno del corpo. Esistono varie “mappe” per mostrare quali riflessi si riferiscono a quei punti di disturbo nell’organismo: nello shatsu giapponese si usa questa mappa, così pure per il massaggio di pressione cinese sui punti di agopuntura. Un’altra mappa è nota con il nome di “terapia zonale”, e si occupa essenzialmente di punti nei piedi e nelle caviglie che hanno un’influenza sulle strutture sovrastanti. Secondo Ida Rolf, i punti di riflesso – nei piedi o altrove – sono quasi certamente i punti terminali della tensione mio fasciale, il risultato dello sbilanciamento che trasmette le sue difficoltà tramite modelli di compensazione che attraverso il corpo raggiungono la superficie.

Tono/apertura
Quando vengono usati in relazione a un organismo vivente, il tono e l’apertura si riferiscono alla qualità del tessuto mio fasciale.
Una buona apertura è sinonimo di un’adeguata ed equilibrata sistemazione del tessuto; un buon tono sta a indicare l’equilibrio chimico elastico del tessuto. In entrambi i casi viene valutata la capacità del tessuto di reagire con prontezza e facilità a qualsiasi situazione e, allo stesso tempo, la capacità di rimanere a riposo quando non c’è azione. Il tessuto può essere ipotonico (scarsa reattività) o ipertonico (costantemente sotto stress). Il secondo caso è più diffuso, ma in entrambi i casi i rolfer descrivono un corpo con un tessuto mal equilibrato come “irregolare”. Ovvero, alcuni degli elementi miofasciali del corpo si sono accorciati (sono diventati ipertonici) e hanno allontano la struttura d’insieme dall’equilibrio.





Fonte: Il Rolfing e la realtà fisica - Ida Rolf - Astrolabio edizioni


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