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domenica 6 novembre 2011

Parole di Saggezza

AI PIEDI DEL MAESTRO – Krishnamurti

Sono quattro i requisiti per percorrere il Sentiero

DISCERNIMENTO = la capacità di distinguere tra il reale e l’irreale.
Tuttavia anche quando si è compiuta la scelta, bisogna sempre ricordare che tra il reale e l’irreale ci sono molte possibilità e bisogna ancora distinguere fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è importante e ciò che è irrilevante, tra l’utile e l’inutile, il vero e il falso, l’egoistico e il disinteressato.

Noi e  il nostro corpo costituiamo una dualità, e quando desideriamo non sempre corrisponde a quel che desidera il nostro corpo. Quando il tuo corpo desidera qualcosa, fermati e domandati se tu veramente desideri quella cosa.
Poiché tu sei Dio, e desideri solo quello che Dio vuole.

Non confondere il tuo corpo con te stesso, né il corpo fisico né quello astrale né quello mentale.
Devi essere tu a dominarli.
Devi sempre essere tu a controllare il corpo, e non deve mai succedere il contrario.
Il corpo astrale ha i suoi desideri, adora le vibrazioni violente e gli piace che queste siano sempre di diversa natura. Ma tu non desideri nessuna di queste cose e dunque devi discernere fra quelli che sono i tuoi desideri e quelli che, invece, sono i desideri del tuo corpo.
Il tuo corpo mentale vuole considerarsi orgogliosamente separato dagli altri, vuole pensare molto a se stesso e poco agli altri.
Vorrà indurti a considerare il tuo interesse invece di invitarti a pensare al lavoro del Maestro e ad aiutare gli altri. Quando mediti cercherà di indurti a pensare alle tante cose che esso desidera, piuttosto di lasciarti pensare all’unica cosa che interessa a te!

Vigila sempre, altrimenti fallirai.
Fra bene e male, la saggezza ci insegna che non esistono compromessi.
Dimostrati saldo come una roccia nel sapere distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, senza mai soffermarti sulle cose di poco conto. Sii sempre gentile e cortese, ragionevole, accomodante, lasciando agli altri la medesima piena libertà di cui tu stesso necessiti.

PENSA CON LA TUA TESTA e giudica da te se si tratta di un’opinione sensata.

ASSENZA DI DESIDERIO = non lasciarti dominare dai desiderio.
È difficile perché ci si sente tutt’uno con ciò che si desidera (sentiamo che se desideri, attrazioni e repulsioni fossero eliminati, non resterebbe più nulla di noi).
Non cedere ai desideri in fondo è facile, basta solo comprendere.
Quando tutti i desideri egoici sono stati sradicati, può darsi che sussista ancora il desiderio di scorgere il risultato del tuo lavoro. Invece devi fare il giusto per il giusto senza nutrire la speranza di una ricompensa; devi metterti al servizio del mondo perché lo ami e non puoi fare a meno di offrire il tuo aiuto.
Non desiderare i poteri psichici, perché spesso sono ingannatori. Guardati anche dai piccoli desideri comuni, non desiderare mai eccellere o apparire intelligente; non avere alcun desiderio di parlare.
È bene parlare poco, meglio ancora tacere, a meno che tu non sia assolutamente certo che quanto intendi dire sia vero, benevolo e utile al prossimo.
Abituati dunque ad ascoltare piuttosto che a parlare.
Se ti viene affidato l’incarico di istruire una persona, sarà tuo dovere farle osservare, sempre con molto tatto, i suoi errori.

RETTA CONDOTTA = implica sei regole:
  1. Padronanza di sé (riferita alla mente). Per avere assenza di desiderio devi padroneggiare sia il corpo astrale che mentale devi controllare i tuoi stati d’animo, per non provare né rabbia né impazienza, e dominare anche la mente affinché il pensiero sia sempre sereno e tranquillo. Devi inoltre padroneggiare con la mente anche i tuoi nervi. Possedere una mente serena significa manifestare coraggio per affrontare senza paura le prove e le difficoltà, significa possedere fermezza. Dolori, problemi, malattie, disgrazie, tutte queste difficoltà, non devono significare nulla per te e non devi permettere che turbino la serenità del tuo spirito. Affronta i problemi con allegria, ogni male è transitorio ed è tuo compito mantenerti sempre gioioso e sereno. Pensa al presente. Non lasciarti mai cogliere dalla tristezza né dalla depressione. La depressione ha la capacità di influenzare anche lo stato d’animo altrui e non puoi permetterlo. Vi è un altro modo per controllare il pensiero e consiste nel non permettere mai a quest’ultimo di vagare, non perderti mai in pensieri oziosi.
  2. Padronanza di sé (riferita all’azione). Se sei padrone della tua mente, non avrai problemi a compiere le giuste azioni. Guardati dalla pigrizia.
  3. Tolleranza. Nessuna cerimonia è davvero necessaria, altrimenti ti ritroverai a considerarti in qualche modo migliore di coloro che non la pensano come te. Non condannare chi ancora si affida a certi riti.
  4. Contentezza. Sopporta il tuo karma qualunque cosa accada, considerando un onore il fatto che la sofferenza venga assegnata a te, perché questo dimostra che i Signori del Karma pensano che tu sia una persona degna di ricevere il loro aiuto. Rinuncia ad ogni sentimento di possesso.
  5. Unità di proposito. Qualsiasi cosa tu faccia, falla con il cuore, come se la facessi per il Signore e non per gli uomini. Impegnati con tutto te stesso. Nulla può allontanarti, nemmeno per un istante, dal Sentiero che hai intrapreso.
  6. Fiducia. Abbi fiducia in te stesso. La parte più vera di te è una scintilla del fuoco stesso di Dio, così non c’è nulla che tu non puoi fare se davvero lo vuoi. La tua volontà deve essere simile all’acciaio temperato, se vuoi proseguire lungo il Sentiero.

AMORE = se questo è forte in uomo lo spinge ad acquisire tutti gli altri requisiti; ma tutti gli altri senza l’amore non potrebbero mai bastare.
Amore è senza dubbio la volontà di essere tutt’uno con Dio, ma non nell’intento di sottrarti alle fatiche o alla sofferenza, ma perché attraverso il tuo profondo amore tu possa agire con Dio e come Dio.
La saggezza che ci permette di aiutare il prossimo, la volontà che dirige tale saggezza, l’amore che ispira la volontà: questi devono essere i tuoi requisiti. Volontà, saggezza e amore sono i tre aspetti del Verbo, e tu, che desideri arruolarti nell’esercito di Dio, devi manifestarli al mondo.



LA LUCE DEL SENTIERO – Mabel Collins

Uccidi l’ambizione, è la più grande sciagura. La grande tentatrice dell’uomo che s’innalza sopra i suoi simili.

Uccidi il desiderio di vivere.

Uccidi il desiderio di benessere

Lavora come coloro che sono ambiziosi. Rispetta la vita come la rispettano coloro che la desiderano. Sii felice come coloro che vivono per la felicità. Ricerca nel tuo cuore la radice del male ed estirpala.

Uccidi ogni senso di separazione.

Ricorda che il peccato e l’onta del mondo sono il tuo peccato e la tua onta, giacché tu sei parte del mondo. Il tuo karma è intrinsecamente intessuto con il grande karma. E prima che tu possa raggiungere la conoscenza devi essere passato attraverso tutti i luoghi, immondi e puri in egual misura.

Uccidi il desiderio della sensazione.

Uccidi la sete di crescere

Tuttavia rimani solo ed isolato, poiché nulla di ciò che ha corpo, nulla di ciò che è conscio della separazione, nulla di ciò che non è Eterno può darti aiuto. Impara a comprendere la sensazione e osservala, perché soltanto in questo modo puoi cominciare a comprendere la scienza del conoscere te stesso e posare il piede sul primo piolo della scala.

Desidera solo ciò che è dentro di te.

Desidera solo ciò che è al di sopra di te.

Desidera solo ciò che è irraggiungibile.

Poiché dentro di te splende la luce del mondo, la sola luce che può illuminare il Sentiero. Se tu sei incapace di discernerla dentro di te, è inutile cercarla altrove. Essa si trova al di là di te, perché quando l’hai raggiunta hai perduto te stesso.

Desidera il potere con ardore.

Desidera la pace con fervore.

Desidera il possesso sopra ogni cosa.

Ma questo possesso deve appartenere solo all’anima pura e quindi essere di tutte le anime pure in egual modo, e così divenire proprietà speciale dell’intero solo quando questo è unito. Anela a quelle possessioni che solo dall’anima pura possono essere sostenute, affinché tu possa accumulare ricchezza per quello spirito vitale e unito che è il tuo vero Sé.

Cerca la via. Ma rimani in guardia la via va cercata per se stessa, senza considerare i benefici che potrai ottenere posando i piedi lungo di essa.

Cerca la via ritirandoti interiormente.

Cerca la via avanzando coraggiosamente al fuori di te. Ogni uomo è per se stesso la via, la verità e la vita. Ma l’uomo è tutto ciò soltanto quando afferra saldamente la propria individualità e, in forza della propria volontà spirituale risvegliata, riconosce che questa individualità non è lui stesso, ma piuttosto quella cosa che egli ha con tanta fatica creato per proprio uso e per mezzo della quale egli propone di raggiungere la vita che trascende l’individualità.
Quando egli sa che la sua vita separata, così meravigliosamente complessa, per questo solo esiste, allora, e soltanto allora, egli potrà dirsi certo di trovarsi sulla via.

Guardati in giro e cerca il fiore che sboccia nel silenzio dopo la tempesta: non prima di allora.

Finché l’intera personalità umana non è dissolta e distrutta, finché non è trattenuta, da divino frammento che l’ha creata, come mero soggetto di grave esperimento ed esperienza, finché l’intera Natura non ha ceduto e non è assoggettata al suo più alto Sé, il fiore non può aprirsi.

Esistono tre verità assolute:
  1. L’anima umana è immortale e il suo avvenire è quello di una cosa il cui sviluppo e splendore non hanno limiti.
  2. Il principio che dà la vita dimora in noi e fuori di noi, è immortale ed eternamente benevolo, non può essere visto né udito né sentito, ma può essere percepito da colui che desidera la percezione.
  3. Ogni uomo è arbitro di se stesso, dispensatore della propria gloria come del proprio dolore. Ogni uomo decreta sulla sua propria esistenza, la propria ricompensa, il proprio castigo.


LA VOCE DEL SILENZIO – H.P. Blavatsky

Frammento I – La voce del silenzio
4. La mente è la grande distruttrice del Reale.

5. Che il discepolo annienti il distruttore.

6. Poiché, quando la sua propria forma gli apparirà irreale, come nella veglia tutte le forme vedute nel sogno.

7. Quando avrà cessato di udire i molti, egli potrà discernere l’Uno – il suono interno che uccide l’esterno.

8. Allora e solo allora, egli rinuncerà al falso (Asat) per entrare nel vero (Sat).

9. Prima che l’anima possa vedere, deve raggiungere l’armonia interiore, e gli occhi umani devono essere resi ciechi a tutte le forme di illusione.

15. Quando nel dischiudersi la tua anima presta ascolto al tumulto del mondo; quando la tua anima risponde alla voce tonante della Grande Illusione, quando la tua anima, spaventata alla vista delle cocenti lacrime del dolore, e resa sorda dalle grida di disperazione, si ritrae come la timida tartaruga all’interno del suo guscio d’egoismo, sappi, o discepolo, che la tua anima è tempio indegno del suo Dio silente.

16. Quando, accresciute le sue forze, la tua anima si arrischia fuori del suo guscio sicuro, e, affrancandosi dall’involucro che la protegge, tende il suo argenteo filo e si spinge oltre; quando, scorgendo la sua immagine sulle onde dello Spazio, essa mormora: “Questa sono io”, sappi, o discepolo, che la tua anima è presa nelle reti dell’illusione.

17. Questa terra, o discepolo, è la Stanza del Dolore dove, lungo il sentiero delle dure prove, sono disseminate molteplici insidie per avviluppare il tuo Ego nell’illusione detta “Grande Eresia”.

21. Rinuncia alla tua vita se vuoi vivere.

22. Sono tre le Aule, o stanco pellegrino, che conducono al termine delle prove. Tre Aule, o Conquistatore di Mâra, ti condurranno attraverso tre stadi e quindi al quarto e da questo ai Sette Mondi, ai Mondi dell’Eterno Riposo.

24. 25. La prima Aula è Ignoranza. È l’Aula in cui hai visto la luce, in cui vivi e in cui perirai.

26. La seconda Aula è Cognizione. In essa la tua anima troverà i fiori della vita, ma sotto ogni fiore si annida un serpente.

27. La terza Aula è Sapienza, oltre la quale si trova l’eterna fonte dell’onniscienza.

28. Se vuoi attraversare incolume la seconda Aula, fa’ che la tua mente non confonda i fuochi del desiderio che in essa ardono, con il sole della vita.

29. Se vuoi attraversare incolume la seconda Aula, non fermarti a inspirare la meravigliosa fragranza dei suoi fiori.

30. I saggi non indugiano nei giardini dei sensi.

37. Se vuoi, o discepolo,  attraverso l’Aula della Sapienza raggiungere la valle della Beatitudine, chiudi fermamente i tuoi sensi alla grande funesta eresia della separazione che ti allontana da ogni cosa.

41. Prima che tu ponga il piede sull’ultimo piolo della scala, la scala dei suoni mistici, tu devi sentire la voce del tuo Dio interiore (il Sé Superiore) in sette mondi.

42. Il primo è come il dolce canto dell’usignolo che si separa dalla sua compagna.

43. Il secondo giunge come il suono di un cembalo d’argento, che sveglia le stelle.

44. Il terzo è come un lamento melodioso di uno spirito dell’oceano, imprigionato nella sua conchiglia.

45. Il quarto è seguito dal canto della Vinâ (strumento indiano a corde, simile ad un liuto).

46. 47. Il quinto, come il suono di un flauto di bambù, trilla nel suo orecchio. Quindi si trasforma in uno squillo di tromba.

48. Il sesto vibra come il minaccioso rumoreggiare di una nuvola densa di pioggia.

49. Il settimo copre tutti gli altri suoni. Essi muoiono e più non si odono.

55. Prima che il mistico potere (Kundalini) possa fare di te un Dio, devi avere conquistato la facoltà di uccidere la tua forma lunare.

56. Il sé della materia e il Sé dello Spirito non possono incontrarsi mai. Uno dei due deve sparire, non vi è posto per entrambi.

57. Prima che la mente della tua anima possa comprendere, il germoglio della personalità deve essere schiacciato, la larva del senso distrutta senza possibilità di resurrezione.

58. Tu non potrai percorrere il sentiero prima di essere diventato il sentiero stesso.

59. Lascia che la tua anima presti ascolto a ogni grido di dolore, come il loto schiude il suo cuore per bere il sole del mattino.

60. Non permettere al sole cocente di asciugare una sola lacrima di dolore, prima che tu stesso non l’abbia tersa dall’occhio del sofferente.

61. Ma lascia che ogni rovente lacrima umana cada sul tuo cuore, e vi resti; non tergerla mai, finché non sia rimosso il dolore che la produsse.

64. Uccidi l’amore della vita, ma bada che il tuo gesto non sia per sete di vita eterna, ma per sostituire ciò che è fuggevole con l’imperituro.

70. Uccidi i tuoi desideri, annienta i tuoi vizi, prima di muovere i primo passo nel tuo viaggio solenne.

75. Uccidi in te stesso ogni ricordo di esperienze passate. Non guardarti alle spalle o sei perduto.

76. Non credere che il desiderio possa mai essere ucciso soddisfacendolo o saziandolo, giacché questo è un abominio ispirato da Mâra.

84. Quando i quattro sensi si fondono a formare il quindi senso, quello del tatto interno, allora il discepolo è entrato nel quarto stadio.

85. E anche una volta raggiunto il quinto stadio, o distruttore dei pensieri, tutti questi senso devono, ancora una volta, essere definitivamente annientati.

86. Distogli la tua mente da tutti gli oggetti esterni, da tutte le visioni esterne. Reprimi le immagini interne, affinché queste non gettino un’ombra oscura sulla luce della tua anima.

87. Tu sei ora nel sesto stadio.

88. Raggiunto il settimo stadio, o fortunato, non percepirai più la Sacra Triade, perché tu stesso sarai diventato quella Triade.

90. E ora il tuo è perduto nel , tu sei perduto in Te stesso, immerso in quel Sé dal quale inizialmente fosti irradiato.

99. Tu sei diventato la luce, tu sei diventato il suono, tu sei il Maestro e il tuo Dio. Ora sei tu stesso, sei l’oggetto della tua ricerca: la Voce ferma, che risuona attraverso le eternità, immutabile, scevra di peccato, i sette suoni in un unico suono: LA VOCE DEL SILENZIO.

Om Tat Sat

Frammento II – I due Sentieri
136. Per raggiungere il Nirvana si deve raggiungere la conoscenza di sé e la conoscenza di sé nasce da atti d’amore.

Om Vajrapâni Hum

Frammento III – Le sette porte
271. Guardati dal mutamento! Poiché il mutamento è il tuo grande nemico. Esso ti aggredirà, ti respingerà fuori dal Sentiero che segui, relegandoti nel profondo delle viscide paludi del dubbio.

272. Sii pronto e non lasciarti cogliere impreparato! Se pure hai tentato e fallito, o guerriero indomito, non perderti d’animo, combatti e ritorna all’attacco ancora e poi ancora.

273. L’indomito guerriero, quando il prezioso sangue della vita gli sgorga dalla profonde ferite, assale ancora il nemico, lo caccia dalla sua fortezza, e, prima di perire, lo vince. Agite or dunque, voi tutti che cadete e soffrite, agite come lui; e dalla roccaforte della vostra anima allontanate tutti i vostri nemici _ ambizione, ira, odio e persino l’ombra del desiderio – quand’anche veniate sconfitti …

274. Ricorda, o tu che ti batti per la liberazione dell’uomo, che ogni sconfitta è un successo, e che ogni sincero sforzo ottiene, con il tempo, la sua ricompensa. I sacri germogli spuntano e crescono invisibili nell’anima del discepolo, i loro steli si rafforzano a ogni nuova prova, si piegano come giunchi, ma non si spezzano mai né periscono. E allorché l’ora è suonata, fioriscono.

275. Ma se tu giungi preparato alla tua meta, nulla hai da temere.

316. Pace a tutti gli esseri




Fonte: Parole di saggezza
Parole di Saggezza