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domenica 18 dicembre 2011

Stop al mercurio

Considerato che:

il mercurio è un metallo pesante, altamente volatile, tossico e molto persistente nell’ambiente. Si accumula nei tessuti grassi degli esseri viventi, e cresce lungo la catena alimentare, fino a raggiungere livelli elevatissimi di concentrazione nei grandi predatori, di cui l’uomo rappresenta l’ultimo anello. 

L’inquinamento da mercurio è prodotto soprattutto da alcuni tipi di industria: chimica, metallurgica, centrali termoelettriche a carbone e cementifici. Attualmente in Europa sono ancora attivi 44 impianti cloro-soda al mercurio.

L’inquinamento da mercurio mette considerevolmente in pericolo la biodiversità, con un impatto sempre più devastante sulle specie a rischio e sugli habitat più vulnerabili.

La Direttiva EU IPPC (96/61/EC) prevede che gli impianti cloro-soda con celle al mercurio debbano essere riconvertiti alla tecnologia più sostenibile oggi disponibile sul mercato, e cioè quella a membrana. 

L’IPPC ha introdotto un regime di regolazione flessibile per gli impianti cloro-soda al mercurio, lasciandone la giurisdizione ai vari stati membri, considerando che l’impatto sulla salute pubblica non è una priorità. (La Direttiva 2008/1/EC sostituisce formalmente la 96/61/EC senza modificarne i contenuti).

Chiediamo ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, della Salute e dello Sviluppo economico di:
  • Dal momento che riguarda anche l’ambiente marino, più sforzi devono essere fatti in termini di: a. identificare l’inquinamento da mercurio causato da attività antropiche e naturali e suo impatto; b. individuare indicatori effettivi (per HG, mercurio e MeHg, metilmercurio) basati su criteri non solo di misurazione ma attraverso il monitoraggio dei livelli di mercurio sugli indicatori più sensibili: planctonici (es. le alghe) e bentonici (es. le cozze).
  • Stabilire una data esatta per la chiusura degli impianti cloro-soda e favorire la riconversione delle celle al mercurio di questi impianti entro il 2010 e anticipare così la scadenza del 2020 sancita dall'accordo volontario di Madrid tra Commissione europea ed Euroclor, l'associazione delle imprese produttrici di cloro;
  • Creare leggi specifiche sulle industrie cloro-soda, in particolare per quanto riguarda gli obblighi a cui devono essere sottoposte, quali rapporti periodici obbligatori e valori limite di emissione per quelle che decidono di operare, senza riconversione, fino alla data massima di chiusura;
  • Richiedere controlli periodici obbligatori per gli impianti che ancora utilizzano mercurio e definire una normativa a livello Europeo sul monitoraggio degli impianti e per quanto riguarda le metodologie usate per monitorare e calcolare le emissioni;
  • Misurare periodicamente lo stato di salute dell’aria e dell’acqua nei pressi degli impianti cloro-soda e rendere pubblici i risultati anche via internet per informare i cittadini e tutelare la salute pubblica.


Per firmare la petizione:



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