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domenica 18 dicembre 2011

Yule – 21 dicembre



Nelle tradizioni Germanica e Celtica precristiana, Yule o Farlas,  era la festa del solstizio d’inverno. Nel neopaganesimo, soprattutto in quello germanico, rappresenta uno degli otto giorni solari, o sabbat; viene celebrata intorno al 21 dicembre nell’emisfero settentrionale e intorno al 21 giungo in quello meridionale. 
Pare che la celebrazione avvenisse durante il solstizio invernale in epoca pre-cristiana.
Nonostante vi siano numerosi riferimenti a Yule nelle saghe islandesi, vi si trovano solo pochi e parziali racconti circa la natura delle celebrazioni. si trattava comunque di un periodo di riposo e danze, che in Islanda continuò a essere celebrato per tutto il medioevo, fino all’epoca della Riforma. si sa anche che durante la festa avveniva il sacrificio di un maiale in onore del dio norreno Freyr, una tradizione che è rimasta nella cultura scandinava, in cui a Natale si consuma carne di maiale.
Quando i missionari iniziarono la conversione dei popoli germanici, adattarono alla tradizione cristiana molti simboli e feste locali (fu Gregorio Magno, tra gli altri, a suggerire apertamente questo approccio alle gerarchie ecclesiastiche)[1].

La festa di Yule venne quindi trasformata nel Natale, mantenendo però alcune delle sue tradizioni originarie. fra i simboli del Natale che potrebbero derivare da Yule compare, l’uso del vischio e dell’agrifoglio e l’albero di Natale.
Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. l’albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l’anno, è un ovvio simboli della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’inverno.
la birra e il pane venivano offerti agli alberi in Scandinavia. L’albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell’anno che sarebbe arrivato.

Neopaganesimo
Yule è una delle feste minori degli otto Sabbat e si festeggia il 21 dicembre.
in alcune tradizioni si commemora la morte dello Holly King (“Re Agrifoglio”) che simboleggia l’anno vecchio ed il sole al declino, per mano del suo successore, Oak King (“Re Quercia”, che simboleggia l’anno nuovo ed il sole che inizia la sua ascesa. in altre tradizioni si celebra la nascita del nuovo dio Sole (vedi anche festività Romana del Sol Invictus).
Il rituale tradizionale è una veglia celebrata dal tramonto all’alba successiva (la notte più lunga dell’anno) per assicurarsi che il sole sorga nuovamente.
Fra i sabbat neopagani, Yule è preceduto da Samhain e seguito da Imbolc.


[1] Rouche, Michel, Private life conquers state and society in A History of Private Life vol. I, a cura di Paul Veyne, Harvard University Press, 1978.

 

 


 
Yule è il passaggio dall'oscurità alla luce, è la notte più lunga dell’anno, il trionfo delle tenebre.
Da Yule in poi, però la luce però aumenta, allungando dolcemente le nostre giornate, quindi è dall’oscurità che la luce rinasce, in tutto il suo splendore. 
Prendiamo consapevolezza di essere molto lontani dalla luce solare, ma, allo stesso tempo, non dimentichiamo che essa rinascerà, e così, rimaniamo in contatto con questa nuova piccola scintilla di luce.
Simbolicamente è la risalita dalle tenebre. 
Alchemicamente rappresenta la fase di “Solve et coagula”, separa e riunisci, ma si riunisce in modo più completo, perché ciò che fu separato ora è stato compreso. Ed è anche questo il significato simbolico della risalita, della crescita verso nuovi orizzonti: materiali, personali, spirituali …
La natura si riposa per prepararsi al risveglio, quindi è saggio dedicarsi a pratiche rilassanti: meditazione, rilassamento, passeggiate, letture, buona musica, un buon film … Questo è il tempo in cui lasciare andare le proprie paure, il proprio passato, i propri blocchi o traumi.
Passiamo in rassegna ciò che abbiamo fatto sin’ora e pensiamo alla nostra prossima direzione.
E’ in questo momento che piantiamo i semi della nostra trasformazione.

Il vischio, molto usato in questa occasione è da sempre connesso al cielo e alla guarigione.

In fine propongo di non acquistare abeti vivi, per poi gettarli dopo le feste.
Ci sono molti altri modi per addobbare la casa, ad esempio con rami già spezzati nei boschi, o pigne da colorare, o albero finti, o edere, o agrifogli …

Buon momento 

Mariangela