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martedì 15 maggio 2012

I Cinque Tibetani

L'opuscolo di 32 pagine in cui Peter Kelder divulgò i cinque riti fu stampato per la prima volta nel 1939 con il titolo "The Eye of Revelation". In esso Kelder racconta di essere venuto a conoscenza dei riti da un colonnello in pensione dell'esercito britannico, il quale avrebbe scoperto un misterioso e remoto monastero nella regione himalayana i cui monaci erano a conoscenza del segreto della "fonte dell'eterna giovinezza". Il segreto consisterebbe nella pratica quotidiana di cinque esercizi (detti "riti"), i quali vengono descritti nel libro insieme ad alcuni altri brevi insegnamenti circa l'alimentazione e lo stile di vita. Dopo un paio di ristampe il libretto cadde nell'oblio, per essere poi riportato in grande voga a partire dalla metà degli anni '80, prima nei paesi di lingua inglese e tedesca, quindi anche in Italia e negli altri paesi occidentali. Oggi si calcola che "I cinque tibetani" abbia venduto oltre 5 milioni di copie nei paesi di lingua tedesca e oltre 2 milioni in quelli anglofoni. Nel catalogo delle Edizioni Mediterranee, che ne pubblicano l'edizione in lingua italiana, costituisce il titolo più venduto.

 

I benefici dei cinque riti

Nel racconto di Kelder il soggiorno nel misterioso monastero tibetano aveva letteralmente trasformato il colonnello da un signore anziano, curvo e quasi calvo, in un uomo sano e forte dall'aspetto di un quarantenne. I cinque riti si propongono infatti, attraverso l'armonizzazione dei sette chakra principali, come un mezzo efficace per raggiungere non solo la piena salute fisica, ma anche un vero e proprio ringiovanimento, sia a livello di energia che di aspetto fisico. Le varie edizioni del libro riportano anche in appendice lettere di testimonianza da parte dei lettori che hanno messo in pratica i riti, i quali affermano di aver ottenuto da essi innumerevoli benefici, dalla ricrescita dei capelli al miglioramento di vista, memoria, potenza sessuale, elasticità, energia in generale.



Come funzionano? La fotografia Kirlian mostra che il nostro corpo è circondato da energia/prana (aura). Il corpo ha sette centri principali o chakra o vortici, corrispondenti alle 7 ghiandole endocrine. I 7 chakra controllano le sette ghiandole endocrine che, a loro volta, regolano il corpo. Quindi sono gli ormoni a regolare tutte le funzioni del corpo incluso il nostro processo di invecchiamento. Questi chakra o vortici di energia ruotano velocemente (permettendo al prana o energia vitale/eterica di fluire verso l’alto) quando sono in armonia tra loro, ma quando non lo sono o uno di essi rallenta allora comincia il deterioramento. Per ripristinare il loro vortice possiamo utilizzare i cinque riti tibetani.

Tiroide e ipofisi, legate alla produzione dell’ormone della crescita (associato all’invecchiamento) fanno parte del sistema endocrino. Sono situate nel collo e nella testa, e gli esercizi le attivano.

Ricordiamo che NOI DIVENTIAMO CIÒ CHE PENSIAMO!

Emicrania: spesso è legata a problemi ormonali o a squilibri metabolici, o a una reazione ad eccessivo stress. Grazie agli esercizi si ottiene una di munizione degli stati di tensione, il fegato viene stimolato a svolgere un’azione più intensa di disintossicazione e risultano facilitate le funzioni intestinali.

Aumento e calo di peso: sono spesso associati a un metabolismo poco o troppo attivo. Sono importanti la tiroide, le ghiandole surrenali e il fegato.
Pare che gli esercizi favoriscano l’instaurarsi di un metabolismo equilibrato, stimolando la funzione del fegato e dell’intestino.

Comprimere e allungare i vari organi, ghiandole e muscoli, come negli esercizi, aiuta a drenare il sistema linfatico, che ci porta a eliminare più velocemente le tossine nel corpo.

Suggerimenti per cominciare: iniziamo con 5 ripetizioni per ogni esercizio, per una settimana. Poi procediamo con 10 ripetizioni per ogni esercizio (per una settimana), poi 15 ripetizioni per ogni esercizio (per una settimana) e in fine 21 ripetizioni per ogni esercizio per sempre.
Ogni esercizio è importante quindi per funzionare devono essere fatti tutti. Se non si riesce a farli tutti si possono suddividere in due momenti: mattino e sera. Se non si riesce a farne uno in particolare, è consigliabile lasciare perdere, fare gli altri e dopo alcuni mesi riprovare.
Debbono essere eseguiti tutti i giorni, al massimo tralasciare un giorno alla settimana.


Respirazione: ogni volta che ci si riavvicina alla terra, si espira; ogni volta che ci si allontana dalla terra, si inspira.



video


PRIMO ESERCIZIO (La Ruota) “Fluisco liberamente con gli eventi della vita” – accelera la velocità dei vortici e ricarica il corpo. Agisce su tutti i chakra.


In piedi, gambe leggermente divaricate, alziamo le braccia. Poniamo l’attenzione a tre o quattro dita al di sotto dell’ombelico. Immaginiamo di mettere radici. Cominciamo a ruotare in senso orario, muovendo i piedi di un quarto di cerchio alla volta. Restiamo sempre nello stesso punto, aumentando la velocità di rotazione. Possiamo attenuare la sensazione di capogiro o vertigine fissando un punto e appena fermi, premendo i pollici sul centro della fronte (o terzo occhio), oppure unendo i pollici e fissandoli per qualche secondo. 

ATTENZIONE può dare capogiri, rischiando di farci perdere l’equilibrio e cadere; meglio farlo in un luogo ampio e libero.
Benefici: intensifica la circolazione; tonifica le braccia e allevia i dolori dell’osteoporosi; aumenta il flusso energetico, specie nella sommità del capo, nella fronte, nel torace e nelle ginocchia; rivitalizza le cellule; aiuta il flusso del fluido cerebro-spinale, che dona più chiarezza mentale e previene l’emicrania. 


SECONDO ESERCIZIO (L’Angolo) “Offro carica e forza ad ogni cellula del mio corpo” – rinvigorisce gli organi addominali e genitali; tonifica i muscoli di gambe e collo. Agisce su primo, secondo, terzo e quarto chakra.

 















Distesi sul dorso con le braccia lungo i fianchi e i palmi delle mani girati verso terra con le dita unite.
INSIPRANDO: solleviamo il capo piegando il mento sul petto e contemporaneamente solleviamo le gambe (tenendo i piedi a martello) in posizione verticale, tenendo le ginocchia tese e il bacino possibilmente a terra. Se riusciamo portiamo le gambe (senza piegare le ginocchia), indietro verso la testa. 
ESPIRANDO: riportiamo lentamente a terra sia capo che gambe, sempre tendendo le ginocchia tese. Rilassiamo prima di ripetere l’esercizio.

Questo esercizio, attiva eccessivamente lo psoas. Delle opzioni potrebbero essere:
  • invece  che tenere le mani distese metterle sotto i glutei (glutei sul dorso delle mani) o
  • invece  che dritte tenere le ginocchia lievemente piegate, senza mai toccare terra con i piedi (rinforza gli addominali) oppure
  • si parte con le ginocchia flesse al petto, poi si raddrizzano le gambe a squadra, e continuare così

Benefici: ristora la ghiandola tiroidea, le surrenali, i reni, gli organi digestivi, organi e ghiandole sessuali, compresi prostata e utero. Utile per il ciclo mestruale irregolare e per alleviare alcuni dei sintomi della menopausa. Migliora la digestione e l’evacuazione. Ottimo per la circolazione e la respirazione, rende più tonici i muscoli cardiaci e il diaframma, regola il flusso linfatico. Rinforza l’addome, le gambe e le braccia; allevia la tensione alla parte inferiore della schiena, diminuendo così il dolore; è utile per la rigidità delle gambe e del collo. 


TERZO ESERCIZIO (L’Arco) “Apro il mio cuore verso il cielo” – allevia le tensioni e i dolori alla schiena e al collo; stimola e apre le vie respiratorie e regolarizza la funzionalità degli organi genitali; attiva il terzo, quarto, quinto e sesto chakra.


















In ginocchia con le dite dei piedi ripiegate (così si evita di inarcare la zona lombare) e appoggiate a terra, afferriamo con le mani le basi dei glutei.
ESPIRANDO: incliniamo in avanti il capo e il collo ripiegando il mento sul petto.
INSPIRANDO: flettiamo indietro la testa inarcando tutto il busto, concentrandoci sulla parte superiore del dorso e mantenendo perpendicolari le gambe. Avviciniamo al massimo i gomiti uno verso l’altro in modo da chiudere le scapole, così da contrarre i glutei.

Benefici: come il secondo rito, anche il terzo ringiovanisce la tiroide, le surrenali, i reni, gli organi digestivi, organi e ghiandole sessuali, compresi prostata e utero. Utile per il ciclo mestruale irregolare e per alleviare alcuni dei sintomi della menopausa.
Tonifica e rafforza l’addome, il diaframma, la respirazione, allevia la tensione muscolare nelle zone lombare e cervicale, diminuendo dolore e rigidità. Aiuta a liberare dalla congestione dovuta alla sinusite e allieva i sintomi di artrite cervicale e dorsale. Incrementa la sensazione di vitalità ed energia.


QUARTO ESERCIZIO (Il Ponte) “La forza della vita pulsa dentro di me” – tonifica braccia e gambe; apre la gabbia toracica, scioglie le articolazioni delle spalle e della anche; energizza il terzo, quarto e quinto chakra.

















Seduti a terra con le gambe distese, divaricandole di circa 30 cm e tenendo i piedi a martello. Appoggiamo le mani a terra ai lati del bacino mantenendo il busto eretto. Pieghiamo il mento in avanti sul petto il più possibile.
INSPIRANDO: premiamo le mani e i talloni sul pavimento per slittare con il bacino in avanti e sollevandolo contemporaneamente da terra, piegando in tal modo le ginocchia fino a formare una linea orizzontale con il busto e le cosce. Flettiamo il capo indietro. In apnea tendiamo ogni muscolo e fibra del corpo.
ESPIRANDO: torniamo alla posizione iniziale, lasciando cadere in avanti rilassando i muscoli prima di ripetere la sequenza.

Benefici: fortifica la tiroide, la digestione, organi e ghiandole sessuali, compresi prostata e utero, la circolazione e il flusso linfatico. Tonifica l’addome, il muscolo cardiaco e il diaframma. Rafforza addome, cosce, braccia e spalle. Aiuta a liberare i dotti nasali (sinusite). Aiuta nell’artrite localizzata a collo, spalle, anche e ginocchia. Utile per l’osteoporosi. Rende più profonda la respirazione. Influenza positivamente i cicli mestruali o difficoltosi e i sintomi della menopausa.


 QUINTO ESERCIZIO (La Montagna) “La flessibilità del corpo plasma la mia mente” – rinforza i muscoli di braccia e petto, allunga la parte posteriore di gambe e schiena, stimola e tonifica gli organi addominali ed intestinali, agisce su tutti i chakra.

 














Carponi con le mani appoggiate a terra, un po’ più avanti rispetto alla linea della spalle, flettendo le dita dei piedi. Teniamo sia le mani che i piedi a una distanza di 60 cm. Testa protesa all’indietro.
INSPIRANDO: solleviamo il corpo (bacino) all’altezza dei fianchi formando una V capovolta, contemporaneamente ripiegare il mento sul petto. 
ESPIRANDO: scendiamo e torniamo alla posizione di partenza. Senza però appoggiare il corpo, facendo leva solo sulla punta dei piedi e delle mani. Poi ripetiamo.
In questo esercizio è importante contrarre i glutei in fase di inarcamento della schiena; per evitare l'iperlordosi lombare e agevolare la mobilità del tratto dorsale.

Benefici: ringiovanisce la tiroide, le surrenali, i reni, tutti gli organi e le ghiandole sessuali compresi prostata e utero. Favorisce la circolazione linfatica, che ha un impatto positivo sul sistema immunitario, stimola una respirazione più profonda, energia e vitalità ed accelera la rotazione di tutti i chakra. Tonifica l’addome, il muscolo cardiaco e il diaframma. Rinforza i muscoli addominali, di braccia e gambe e aiuta ad alleviare i dolori lombari così come la rigidità di gambe e collo. Utile per alleviare i sintomi della menopausa e delle mestruazioni irregolari e dolorose. Libera le cavità nasali, riduce i problemi digestivi e intestinali, aiuta coloro che soffrono di osteoporosi a braccia e gambe, e può dare sollievo a chi soffre di artrite a bacino, schiena, spalle, mani e piedi.










Libro: I Cinque Tibetani




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