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giovedì 3 febbraio 2011

Reality Transunfing - Lo spazio delle varianti vol. 1

CAP. 1 – IL MODELLO DELLE VARIANTI                                                                                        L’enigma del Guardiano: il materialismo si fonda sull’affermazione che prima viene la materia e dopo la coscienza. L’idealismo afferma l’esatto contrario. Chi ha ragione? Tutti e due. A voi la scelta.
La vostra scelta si realizza sempre. Otterrete sempre quello che scegliete.
Secondo la fisica dei quanti, un oggetto del microcosmo si comporta in alcuni casi come una particella e in altri come un’onda. Gli scienziati non sono stati in grado di interpretare tale dualismo, pertanto l’hanno assunto come dato, cioè in qualità di assioma.
La natura del mondo è una, ma palesa costantemente volti diversi. L’uomo non fa in tempo  a indagare e spiegare un aspetto che ecco apparirne un altro, in pieno disaccordo con il precedente.

La molteplicità di varianti del nostro mondo è la sua proprietà prima e fondamentale.

La realtà presenta una infinita varietà di forme di manifestazione.
Dove sono scritte tutte le leggi del mondo? I dati su tutti i possibili punti del moto della materia sono conservati in un certo campo d’informazione che chiameremo spazio delle varianti. In esso sono contenute informazioni su tutto quello che è stato, è che sarà.
In ogni punto dello spazio esiste una variante dell’uno o dell’altro evento.

La realtà manifesta se stessa in una grande varietà, proprio perché il numero delle varianti è infinito.
Ognuno ottiene ciò che sceglie. Voi avete il diritto di scegliere proprio perché l’infinità delle varianti esiste già.
La gestione intera del destino si riduce a un unico e semplice atto: fare una scelta.

Il Transurfing risponde alla domanda come fare.

L’emissione di energia materiale materializza una variante potenziale.
L’emissione mentale trova il suo settore, la variante si realizza e in questo modo risulta che la coscienza determina la realtà. Non bisogna tuttavia dimenticare che si tratta solo di una delle forme di manifestazione della realtà.
I pensieri influenzano fortemente il destino dell’uomo al pari delle azioni concrete. Gli uomini sono abituati al fatto che le azioni comportano effetti visibili e facilmente spiegabili. L’effetto dei pensieri, invece, si manifesta in modo poco evidente e perciò è inspiegabile e imprevedibile. L’uomo ottiene quello che si sceglie da solo.
Il nostro mondo è popolato da una moltitudine di organismi viventi e ognuno apporta il suo contributo alla formazione della realtà. Ogni essere vivente ha i suoi parametri di emissione mentale.
Lo Spirito Unico permea tutto l’esistente, colui che noi chiamiamo Dio.
Si può dire che tutto in questo mondo porta dentro di sé una particella di Dio, e in questo modo Egli governa il mondo.

Il mondo materiale è uno per tutti, ma la realizzazione concreta è diversa per ogni persona.
L’energia dei pensieri dell’uomo è assolutamente materiale. L’energia dei pensieri non gira a circolo chiuso nella testa delle persone, ma si diffonde nello spazio e interagisce con i campi energetici circostanti.
Passando attraverso il corpo dell’uomo, l’energia viene modulata dai pensieri e, in uscita assume i parametri corrispondenti a questi pensieri.

Se avete un atteggiamento ostile nei confronti del mondo esso vi risponderà allo stesso modo.
Tutti incontrando ostacoli, reagiscono negativamente, esprimendo disappunto o cadendo in depressione. Ma così facendo la vostra emissione mentale si dispone sulla linea dove gli ostacoli diventano ancora di più, e alla fine la vita comincia a rotolare in discesa. Se scegliete di lottare contro gli ostacoli, ne troverete in abbondanza. Se siete assorbiti da pensieri sui problemi da affrontare, stiate certi che ne avrete sempre tanti nella vostra vita.
Questo succede perché dirigete le vostre azioni in modo tale da cambiare la situazione sulla linea corrente della vita ma non potete cambiare lo scenario nello spazio delle varianti.
Siete solo in grado di sceglierne un altro. Mentre tentate di cambiare i momenti sgradevoli del vostro scenario voi pensate per l’appunto a quello che non vi piace. In questo modo la vostra scelta si realizza perfettamente e voi ottenete quello che non volete. Su una determinata linea della vita non si può cambiare niente. Il passaggio su una linea della vita secondo le proprie esigenze non avviene per semplice desiderio. Il fatto è che un semplice sogno o un desiderio non significano ancora una scelta. I sogni non si avverano. Perché si avverino occorre osservare determinate condizioni.
Il destino dell’uomo è effettivamente già predeterminato. Ma l’errore delle religioni sta nel fatto che di varianti di questo destino non ce n’è una sola, ma un insieme infinito.
Ma dove si trova questo spazio delle varianti? Da punto di vista della nostra percezione tridimensionale si può affermare che esso si trova dappertutto e da nessuna parte. E’ difficile credere all’esistenza di mondi paralleli. D’altra parte, però, vi è così facile credere alla teoria della relatività, in base alla quale con l’incremento della velocità di un corpo la sua massa aumenta, le sue dimensioni si riducono e il tempo rallenta? E verificare questa teoria è per il momento impossibile. L’importante però, non è se la capiamo o no, bensì quale interesse pratico possiamo ricavare da questa teoria. Il tempo, analogamente allo spazio, è infinito, tanto in avanti quanto all’indietro.
L’uomo può scegliere la propria fortuna, senza bisogno di lottare per ottenerla.

RIEPILOGO:
  • La realtà ha un’infinita varietà di forme di manifestazione.
  • La molteplicità di varianti è la proprietà prima e fondamentale del mondo.
  • Ogni modello rappresenta solo un aspetto singolo della manifestazione della realtà.
  • Ogni branca del sapere parte da un aspetto prescelto di manifestazione della realtà.
  • La vostra scelta si realizza sempre. Quello che scegliete, l’otterrete.
  • Lo spazio delle varianti è un campo contenente informazioni su quanto è stato, è e sarà.
  • Il campo d’informazione contiene le varianti potenziali di tutti gli eventi.
  • La variante è composta da uno scenario e da delle decorazioni.
  • Lo spazio può essere diviso in settori, ognuno dei quali contiene la propria variante.
  • Quanto maggiore è la distanza tra i settori, tanto più forti sono le differenze nelle varianti.
  • Settori con parametri più o meno omogenei si dispongono in linee della vita.
  • La realizzazione materiale si muove nello spazio come un grumo di densità.
  • L’emissione di energia mentale materializza una variante potenzialmente possibile.
  • Ogni organismo apporta il suo contributo alla formazione della realizzazione materiale.
  • Quando i parametri di emissione mentale cambiano, avviene il passaggio su un’altra linea della vita.
  • Non si può cambiare uno scenario, però se ne può scegliere un altro.
  • Non bisogna lottare per la felicità, si può semplicemente scegliere per se stessi la variante ottimale.
CAP. 2 - I PENDOLI
I pendoli distruttivi: la struttura prende vita quando i pensieri di un gruppo di individui vanno in una stessa direzione e di conseguenza i parametri di energia mentale di ognuno sono identici. L’energia del pensiero dei singoli individui si fonde in un unico flusso. In mezzo a un oceano di energia libera si crea una struttura energetica d’informazione singola e indipendente – un pendolo energetico.

Questa struttura comincia a vivere di vita propria e ad assoggettare alle sue leggi gli individui responsabili della sua creazione. Un pendolo oscilla con frequenza tanto più forte quanto maggiore è il numero degli individui, dei sostenitori, che lo nutrono della loro energia.
Ogni pendolo per sua natura è distruttivo, giacché sottrae energia ai suoi membri e li sottomette al proprio potere. Il carattere distruttivo del pendolo si manifesta nella sua totale indifferenza al destino di ogni singolo membro.

L’obiettivo del pendolo è solo uno: ricevere l’energia del membro. L’individuo che subisce l’influenza del sistema è costretto a costruire la sua vita in conformità alle leggi imposte dal sistema, diversamente rischia di finire stritolato ed espulso.
Il pendolo utilizza metodi sofisticati per l’adescamento di nuovi seguaci. Vanno a fare il servizio militare e muoiono; affrontano studi e imparano una professione che non è la loro; trovano un lavoro estraneo alla loro personalità, pur tuttavia di prestigio, e affondano in un mare di guai; legano la propria vita a una persona che non è quella giusta e poi soffrono.
L’attività del pendolo porta spesso alla distruzione dei destini dei suoi singoli membri, per quanto esso cerchi di mascherare le sue motivazioni sotto sembianze virtuose. Il rischio più grave per l’individuo che subisce la pressione di un pendolo distruttivo sta nel far deviare la sua vittima da quelle linee della vita dove egli avrebbe potuto trovare la sua fortuna.

Ecco i suoi tratti distintivi:
Il pendolo si nutre dell’energia dei suoi membri sostenitori e grazie ad essa incrementa la propria frequenza di oscillazione.
Il pendolo mira ad attirare a sé quanti più seguaci possibili per ricevere quanta più energia possibile.
Il pendolo contrappone intenzionalmente il proprio gruppo di membri ai differenti altri gruppi.
Il pendolo lancia accusa aggressive contro chi non è riuscito a reclutare, e cerca in tutti i modi di attirare i renitenti dalla sua parte, o di neutralizzarli, o di rimuoverli.
Il pendolo seduce con maschere benevole, si scherma di fini nobili, gioca con i sentimenti degli individui al fine di giustificare il proprio operato e accattivarsi quanti più sostenitori possibile.
Il pendolo, per sua natura, è un “egregor” (fuori dal gregge, egeiro, sorvegliare, osservare attentamente, generalmente è come un’entità psichica autonoma formata dai pensieri di un gruppo di persone unite dagli stessi scopi sull’occultismo. Per Zeland l’egregor è qualcosa di stazionario, globale, fissatosi nel tempo, legato a un oggetto inanimato. Il pendolo è legato a persone vive, alla comunità da loro formate, alle loro interrelazioni e idee. Un pendolo può collegarsi alla coscienza delle persone e influenzarla direttamente. L’egregor non esercita una influenza diretta sulla coscienza delle persone, esiste per conto proprio).

Il pendolo si riconosce facilmente da un altro tratto distintivo: esso si trova sempre in stato di rivalità con i suoi simili. Lo scopo del pendolo è solo uno: fare più proseliti possibile per ricavarne quanta più energia possibile.
Sollecitando a essere magnanimi con gli altri, vi propongono di rimanere indifferenti a voi stessi. Gli uomini assoggettati ai pendoli distruttivi hanno disimparato a scegliere il proprio destino. Un uomo che ha libertà di scelta, infatti, acquista indipendenza. E i pendoli, dunque, non possono arruolarlo nelle loro file, fare di lui un membro.
Anche il Transurfing può diventare un pendolo, se si fa di esso un culto, un movimento, una scuola.

Otterrete ciò che non volete: l’energia prodotta non va solo al pendolo. I parametri dell’energia mentale sono tali per cui l’individuo si sposta su quelle linee della vita dove trova in abbondanza proprio quello che voleva evitare.

L’AFFOSSAMENTO del pendolo: i pendoli vi pressano in misura proporzionale ai vostri tentativi di liberarvi dalla loro pressione. Voi non avete il diritto di giudicare e di cambiare qualcosa in questo mondo. Bisogna percepire tutte le manifestazioni della realtà come quadri in una mostra, che vi piaccia o no.
Una volta che avete riconosciuto al pendolo il suo diritto di esistere, siete in pieno diritto di uscire, di svincolarvi dalla sua influenza. Ma l’importante è non lottare contro di lui, non giudicare, non arrabbiarsi, non perdere il controllo della situazione, poiché diversamente prendereste parte al suo gioco. Al contrario, dovete accettarlo tranquillamente come un fatto dovuto, un male inevitabile e solo uscirne. Prima di capire cosa significhi scegliere bisogna imparare a rinunciare
PER RINUNCIARE, BISOGNA PRIMA ACCETTARE, ossia riconoscere alle altre realtà il diritto di esistere e, fatto questo, lasciarsele alle spalle con indifferenza. Accettare e lasciar andare significa far passare dentro di sé un fatto e dargli l’addio, dimenando la mano in gesto di saluto.
Gettar via qualcosa dalla propria vita significa non evitare ma ignorare. Evitare significa ammettere nella propria vita ma sforzarsi di liberarsene. Ignorare, invece, vuol dire non reagire in alcun modo e, di conseguenza, non avere.

L’ESTINZIONE del pendolo: succede a volte che sia impossibile affossare un pendolo, che non si riesca, cioè né a ignorarlo né a isolarlo. In questo caso provate ad agire emettendo una frequenza diversa da quella di risonanza entrate in dissonanza con il pendolo, e quest’ultimo si estingue. Altro metodo è l’estinzione morbida: se qualcuno vi infastidisce provate a capire cosa gli manca o di cosa ha bisogno. E ora provate a immaginare questa stessa persona già in possesso di quello che le mancava, poi immaginate questa persona in atto di ricevere quello di cui ha bisogno e quindi soddisfatta. Se vi riuscite il problema è risolto.

Soluzioni semplici di problemi complessi: il segreto dei geni sta nel fatto che sono liberi dalla pressione dei pendoli. Mentre le frequenze dei pensieri delle persone normali sono catturate dai pendoli, le frequenze dei pensieri dei geni sono in grado di muoversi liberamente e indugiare in campi d’informazione sconosciuti.

Non lasciate dentro di voi alcuno spazio al problema. Siate VUOTI rispetto ad esso. Se dovete risolvere un problema che richiede riflessione, non fatevi prendere subito dai ragionamenti logici. Il vostro subconscio è direttamente collegato col campo d’informazione che contiene le risoluzioni di tutti i problemi. Perciò all’inizio rilassatevi, liberatevi da ogni paura e ansia rispetto alla soluzione. Tanto sapete che la soluzione c’è già. Lasciatevi andare, arrestate il flusso dei pensieri, contemplate il vuoto. Una simile pratica allena bene la capacità d’accesso alle conoscenze intuitive. Bisogna solo cercare di rendere questa pratica un’abitudine.

Lo stato di sospensione: che cosa sta succedendo? Il fatto è che l’ambiente umano è tutto costruito sui pendoli, perciò chi si isola completamente si ritrova in un deserto. Lo stato di sospensione non è tanto migliore della dipendenza dal pendolo.
La vostra libertà è l’indipendenza da pendoli estranei, ma esistono pendoli di massima utilità per voi. Sono i vostri pendoli. Il vostro compito sta nella scelta di quelle linee della vita dove vi aspettano la felicità e il vero successo.
I pendoli non sono un male assoluto, si tratta solo di capire come non soggiacere all’influenza dei pendoli ma utilizzarli intenzionalmente, nei proprio interessi. Il Transurfing è un metodo concreto. Svincolarsi pienamente dall’influenza dei pendoli non è possibile e non serve nemmeno. Anzi, proprio i pendoli, alla fine, trasformano il sogno di una persona in realtà.

RIEPILOGO:
  • Il pendolo è creato dall’energia degli individui che pensano in una stessa direzione.
  • Il pendolo è una struttura energetica d’informazione.
  • Il pendolo fissa l’energia mentale del suo sostenitore alla propria frequenza.
  • I pendoli lottano tra di loro per conquistarsi membri sostenitori.
  • Un pendolo distruttivo impone ai suoi membri sostenitori fini a loro estranei.
  • Il pendolo gioca con i sentimenti delle persone e le attira nella sua rete.
  • Se voi non volete fortemente qualcosa, lo avrete nella vostra vita.
  • Svincolarsi dal pendolo significa farlo uscire dalla vostra vita.
  • Farlo uscire dalla vostra vita significa non evitarlo ma ignorarlo.
  • Per estinguere un pendolo bisogna rovinare lo scenario del suo gioco.
  • Una visualizzazione benefica estingue morbidamente un pendolo-persona.
  • L’energia del pendolo estinto si trasferisce a voi.
  • I problemi si risolvono tramite l’affossamento o l’estinzione dei pendoli che li hanno creati.
  • Per risolvere i problemi “datevi in affitto”. Ossia ad esempio sul lavoro significa agire in modo distaccato, evitando di creare potenziali superflui ma al contempo seguendo ciò che vi compete.
  • Per evitare uno stato di sospensione occorre trovare i propri pendoli.
  • Occorre abituarsi a ricordarsi di questo.
CAP. 3 – L’ONDA DELLA FORTUNA
L’antipode del pendolo: nello spazio delle varianti c’è tutto, compreso questi filoni d’oro. Se siete capitati sulla linea estrema di una tale disomogeneità e avete afferrato la fortuna, potete scivolare per inerzia sulle altre linee di convergenza dove vi aspettano occasioni nuove e felici.
La fortuna come il pendolo non ha interesse per la vostra sorte ma, a differenza di quest’ultimo, non ha bisogno della vostra energia. Se volete, potete posarvi su di essa e lasciarvi trasportare, ma se non volete, essa senza pena vi passerà oltre. Di nuovo ritorniamo a un tema già affrontato: per avere libertà di scelta occorre liberarsi dai legami di dipendenza.

Il boomerang: per millenni la psiche umana si è formata sotto l’influenza di pendoli distruttivi, interessati a tenere l’uomo in uno stato di panico per meglio manipolarlo. Proprio per questo le persone non hanno una visione chiara di quello che veramente vogliono, ma d’altro canto sanno perfettamente quello che non vogliono. Non pensate a quello che non avete potuto raggiungere, pensate piuttosto a quello che volete avere e lo otterrete. Se non potete ottenere subito una cosa, rassegnatevi alla situazione e liberatevi dal senso di disappunto e ostilità. In tutte le situazioni e in ogni momento si possono scoprire aspetti positivi e motivi di piccola gioia.
I nostri pensieri ci ritornano sempre indietro come boomerang. Non lasciar entrare dentro di sé l’energia negativa non è sufficiente. Bisogna fare in modo di non emettere noi stessi l’energia negativa.

La trasmissione: per abitudine ci immergiamo fino al collo nella monotonia del quotidiano, ci dimentichiamo delle cose belle vissute ed esse smettono di procurarci energia. E’ una pessima abitudine. Sono i pendoli che ci costringono a dimenticarci del positivo. Bisognerebbe alimentare sempre dentro di sé il focherello della festa, cullare questa bella sensazione, osservare come la vita cambia per il meglio, afferrarsi a ogni pagliuzza di gioia, cercare in tutto segni positivi.
Occorre notare ogni cambiamento positivo, anche se minimo, vezzeggiarlo amorevolmente, premurosamente. Quanto più la persona si amareggia per gli insuccessi avuti, tanto più velocemente ne otterrà degli altri.
Ogni fallimento serve quanto meno come lezione di vita, perché rende più forti ed esperti. Imparate a gioire per ogni manifestazione del mondo ed esso si trasformerà in un paradiso.
All’inizio riesce difficile, perché la vecchia abitudine a reagire negativamente agli eventi indesiderati è profondamente radicata. Ma la cosa fondamentale, a ogni fastidiosa circostanza, è imparare a ricordarsi che essa è un pendolo pronto ad agganciarvi. Non appena vi siete ricordati di questo particolare, non avrete che da scegliere: cedere energia al pendolo,sfogando le vostre emozioni negative, o lasciarlo come un pugno di mosche in mano e con ciò vincerlo.

RIEPILOGO:
  • L’onda della fortuna è una concentrazione di linee favorevoli nello spazio delle varianti.
  • La cascata di successi segue solo se vi siete lasciati permeare dal primo successo.
  • I pendoli distruttivi vi allontanano dall’onda della fortuna.
  • Liberandovi dalla dipendenza dai pendoli otterrete la libertà di scelta.
  • Ricevendo e trasmettendo energia negativa vi create un vostro inferno personale.
  • Ricevendo e trasmettendo energia positiva vi create un vostro paradiso personale.
  • I vostri pensieri vi ritornano sempre indietro come un boomerang.
  • I pendoli non potranno spingervi giù dall’onda se avrete l’abitudine di ricordare.
  • L’abitudine di ricordare è il frutto di una pratica sistematica.

Tratto dal libro Reality Transunfing, lo spazio delle varianti vol 1., di Vadim Zeland, Macroedizioni











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Altri libri dell'autore:

Reality Transurfing, Il fruscio delle stelle del mattino vol. 2












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Reality Transfunfing, Avanti nel poassato vol.3











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Cofanetto:

Reality Transfung, La Trilogia dei bestseller (vol.1, vol. 2, vol.3)











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Transunfing Vivo - Oltre i confini della matrix











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della-matrix-libro-vadim-zeland-libro.php?pn=2028



DVD: Scardinare il sistema tecnogeno











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