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sabato 20 dicembre 2014

TIME LINE

Cancelliamo, distorciamo e generalizziamo l’informazione che ci giunge attraverso i sensi, utilizzando determinati filtri interni di elaborazione. Questi filtri sono i metaprogrammi, i valori, le credenze, gli atteggiamenti, le decisioni e i ricordi.

Vediamo i nostri filtri:
1 Metaprogrammi: filtri interni, agiscono a livello inconscio e sono privi di contenuto, ma filtrano la nostra esperienza. Sono filtri di cancellazione e distorsione che aggiungono o sottraggono elementi alle nostre generalizzazioni. Sono modi in cui manteniamo la nostra identità, preservando o distruggendo le generalizzazioni che via via facciamo.
Conoscere i metaprogrammi aiuta a prevedere precisamente gli stati emotivi interni, e si possono usare per anticipare il comportamento e le azioni altrui. I metaprogrammi non inseriscono schemi rigidi ne stabiliscono cosa è giusto e cosa è sbagliato, sono solo modi in cui le persone elaborano l’informazione.
Sono dei programmi interni di filtri che usiamo inconsciamente per decidere a cosa prestare attenzione, sono il modo in cui elaboriamo, conserviamo o distruggiamo le generalizzazioni nel corso del tempo; sono il modo in cui costruiamo le generalizzazioni, diamo loro una coerenza e la manteniamo nel tempo. Determinano la qualità della nostra esperienza.

2 Valori: operano a livello inconscio, e sono il primo livello in cui i filtri hanno un proprio contenuto: sono un filtro di valutazione. In base ai valori decidiamo se le nostre azioni sono buone o cattive, giuste o sbagliate. Ognuno di noi ha modelli diversificati del mondo (una propria rappresentazione interna di come è il mondo), e i nostri valori sono in correlazione con tali modelli.
Sono quelle cose (o nozioni) per le quali siamo disposti a utilizzare risorse, o per avere le quali cerchiamo di ottenere risorse. I valori governano tutti i comportamenti umani.
I nostri valori sono spesso il risultato di un modellamento inconscio da parte delle persone che ci circondano. Adottiamo sistemi di credenze e valori per adattarci.

3 Credenze: convinzioni o accettazioni che certe cose sono vere e reali. Sono anche generalizzazioni sullo stato del mondo. Bandler sostiene che “le credenze sono quelle cose a cui non possiamo sottrarci”. Sono interruttori che attivano e disattivano la nostra capacità di agire nel mondo, perché se non credete nelle vostre possibilità di fare qualcosa, non scoprirete mai se potete farlo. Le credenze sono agganciate, o collegate, ai valori. Esse sono a un livello più conscio rispetto ai valori, sono affermazioni che si basano sulle nostre rappresentazioni interne: su come crediamo che sia il mondo.
Le credenze-nucleo e i valori-nucleo hanno a che fare con la nostra identità, e si creano spesso inconsciamente in un modo molto semplice prima degli otto anni, osservando i nostri genitori interagire. Queste credenze e valori sono i più pervasivi.

Le incongruenze sono in genere il risultato di conflitti di valori all’interno di una persona. Una persona che ha al suo interno dei conflitti di valori, mostrerà o un’incongruenza simultanea (es. annuire e di “no”), o un’incongruenza sequenziale (es. “voglio fare questo, ma …”). Se i valori non sono in linea con i cambiamenti che avete fatto in terapia, i cambiamenti regrediranno molto facilmente. La ristrutturazione con la compressione visiva e altri procedimenti sono perfetti per trattare conflitti di valori e credenze.

4 Atteggiamenti: costituiti dai valori e dalle credenze. Spesso è più difficile produrre cambiamenti a livello degli atteggiamenti piuttosto che a quello dei valori. Gli atteggiamenti si basano sui sistemi di credenze. Poggiano su grappoli di sistemi di credenze e valori relativi a un determinato argomento. Un atteggiamento è la somma totale delle nostre credenze e dei nostri valori riguardo a un determinato argomento.
Per modellare un comportamento oltre alle strategie dei procedimenti interni, agli stati interni o alle emozioni e alla psicologia, bisognerebbe considerare due tipi di valori:
  • i valori fonte di potere (es. portare a termine un impegno) e determinazione (es. libero arbitrio)
  • i valori e le credenze di come agisco in relazione agli altri (es. lealtà).

Se operiamo cambiamento solo a livello di strategie, di stato o fisiologia, quei cambiamenti avranno vita breve. Invece con la Time Line, la compressione visiva e i cambiamenti di valori, si produce un cambiamento più duraturo.

5 Ricordi: influenzano le percezioni di un individuo e la sua personalità, determinano ciò che siamo.

6 Decisioni: sono in relazione con i ricordi. Riguardano ciò che siamo, specialmente quelle a carattere limitativo, possono influenzare tutta la nostra vita. Possono generare credenze, valori, atteggiamenti e perfino stili di vita possono semplicemente influenzare le nostre percezioni nel corso del tempo.
Il problema di molte decisioni è che sono state prese o inconsciamente o a un’età precoce, e sono state poi dimenticate. Inoltre, possiamo decidere qualcosa in un determinato momento e poi non riconsiderare le nostre decisioni a mano a mano che cresciamo e che i nostri valori cambiano.
Decisioni e ricordi individuali possono trovarsi a livello più o meno conscio rispetto a certi valori, credenze e atteggiamenti.

L’informazione che viene trattenuta ogni volta che realizziamo un rappresentazione interna (immagini interne, suoni, dialogo, sentimenti) di qualche episodio, dunque, risulta dall’azione di questi sei filtri. È la nostra rappresentazione interna che ci porta a essere in un certo stato e genera una determinata fisiologia.
Questi filtri determinano le nostre azioni.
Ma la RI (rappresentazione interna) ossia la mappa non è il territorio.

Come disponiamo tutti questi pezzi nella mente?
  • Metaprogrammi (sono i più inconsci)
  • Valori-nucleo
  • Valori
  • Credenze
  • Atteggiamenti

I ricordi e le decisioni possono trovarsi in qualunque punto di questa scala che va dall’inconscio al conscio.
Osservando i propri valori li potremmo dissociare e divenirne più coscienti, divenendo più coscienti anche dei metaprogrammi.

Come cambiare i valori:
  •  Valutare la famiglia poiché il bambino imita i genitori. Come è stato il periodo dell’imprinting e del modellamento. Come erano i suoi genitori?
  • Valutare gli amici durante il periodo della socializzazione.
  •  Valutare la religione.
  • Valutare la scuola.
  • Valutare la geografia del luogo ove siete cresciuti (es. sud, nord, est …)
  • Valutare la prosperità economica
  • Valutare se ci sono stati eventi importanti (es. guerre …)
  •  Valutare i media, la musica … 

Fonte: TIME LINE. La ristrutturazione dell’esperienza temporale con la programmazione neurolinguistica - Tad James, Wyatt Woodsmall - Astrolabio editore

mercoledì 19 novembre 2014

Ayahuasca per curare la depressione ... Scopriamo la ricerca che viene fatta a Natale sulla bevanda


Quali sarebbero gli effetti di una sostanza considerata divina e che viene utilizzata da centinaia di anni dagli indiani in Amazzonia?

Un’indagine condotta da gennaio di quest'anno presso il Brain Institute UFRN può offrire alcune risposte.

L’indagine è stata dal professor Dráulio de Araújo, il quale, ha indagato quali sono gli effetti della ayahuasca nel cervello, oltre ai suoi potenziali benefici terapeutici.

Per chi non lo sapesse, l’Ayahuasca è una bevanda prodotta dalle piante che si trovano in Amazzonia. Di solito è utilizzata nei rituali sciamanici e ha come principale componente chimico dimetiltriptamina (DMT), che provoca allucinazioni.
C'è la convinzione mistica che la DMT sarebbe una sorta di molecola dello spirito. Esiste un interessante documentario, disponibile su Netflix, su questa potenza mistica della sostanza, che raccoglie le testimonianze di ricercatori, sciamani e utenti di tutto il mondo.
Secondo il professore, i test sono in corso all'UFRN e nell'Ospedale Universitario Onofre Lopes. Ci sono 80 volontari che fanno uso controllato di Ayahuasca, mentre i suoi effetti sono misurati da ricreatori.

È ancora troppo presto e non ci sono dati preliminari sul risultato della ricerca.
Ma si presuppone vi sia un grande potenziale per il trattamento della depressione e le malattie come il morbo di Parkinson, con più efficienza e senza effetti collaterali.
Il professor Araújo Dráulio è post dottorando di neuroimaging funzionale presso l'Università di San Paolo e professore di ruolo del Brain Institute UFRN. Per il progetto, è stato coordinato un team di 22 persone.

Araújo ha dichiarato che non ci sono dati sugli effetti negativi dell'uso di Ayahuasca nella maggior parte delle persone. Tuttavia, vi sono gruppi a rischio.
"La sostanza è estremamente sicura. Molto prima che la scienza iniziò ad interessarsi alla sostanza, e per certificarne la sicurezza, diversi gruppi avevano fatto uso regolare di Ayahuasca. Se avesse provocato dei gravi effetti negativi, lo avremmo sicuramente già notato, dal momento in cui la sostanza è stata utilizzata da un buon numero dei partecipanti in diversi riti.
Come qualsiasi sostanza che agisce sul sistema nervoso centrale, naturalmente ci sono gruppi a rischio. Nel caso dell’Ayahuasca, gli individui che tendono a episodi psicotici, per esempio, sembrano fare parte di questi gruppi. Inoltre, si segnala che molti degli effetti "difficili" sono reazioni somatiche, soprattutto nausea e infine dissenteria. È importante notare che l’Ayahuasca non ha effetti additivi (dipendenza), come nel caso di alcol e tabacco, per esempio".

Lo studio durerà due anni. Se gli effetti benefici saranno provati, è possibile che la bevanda diventi un potente rimedio e potrà essere acquistata, in futuro, in farmacia.

Neuroscienze
Natale è diventato un punto di riferimento in una produzione scientifica nel campo delle neuroscienze. La storia è iniziata con il ricercatore Miguel Nicolelis, quando ha proposto il suo Istituto Internazionale di Neuroscienze per Natale di qualche anno fa.

Oggi la città ospita due centri di ricerca all'avanguardia nel settore: oltre al Nicolelis, l'Istituto del Cervello, legati alla UFRN, dove uno dei  ricercatori è il neuroscienziato Siddhartha Ribeiro.

Ribeiro è conosciuto per il lavoro che fa con sogni lucidi e il loro potenziale di apprendimento. E 'parte di un gruppo di scienziati che sono a favore della legalizzazione della marijuana.

È stato premiato per i viaggi Transformadores.

Le lezioni e i testi di Siddhartha sono molto stimolanti e li consiglio a tutti.


Fonte: http://www.apartamento702.com.br/ayahuasca-para-tratar-depressao-conheca-pesquisa-esta-sendo-feita-em-natal-sobre-planta/

lunedì 20 ottobre 2014

Emodieta - Dr. Mozzi

Le diete secondo i gruppi sanguigni

A inizio ‘900 Karl Landsteiner condusse alcune ricerche e raggiunse il Nobel per la scoperta dei gruppi sanguigni, studi proseguiti da Alfredo De Castello e Adriano Sturli, Emil von Dungern e Ludwig Hirszfeld.

Nel 1957 il dr. Edomndo Damoni scrive una tesi sulla correlazione tra alcune patologie e i gruppi sanguigni.

Nel 1960 James D’Adamo, naturopata americano iniziò a sperimentare sui suoi pazienti diete differenziate in base al gruppo sanguigno. Suo figlio, Peter D’Adamo (naturopata) ha proseguito le sue ricerche trovando conferme che illustrò sui suoi libri.
La sua ipotesi è che i gruppi sanguigni si sono differenziati grazie alla diversa alimentazione adottata dalle varie popolazioni durante l’evoluzione del genere umano.
Ciò è supportato dal fatto che i gruppi sanguigni siano comparsi in epoche storiche e in regioni geografiche diverse, anche se mancano sperimentazioni scientifiche che convalidano l’ipotesi.

Il gruppo sanguigno, quindi, non serve solo a identificare il tipo di sangue necessario per le trasfusioni e i trapianti di organi, pratiche che la Natura non ha mai previsto.
Esso rappresenta l’espressione più comprensibile e immediata delle nostre caratteristiche immunitarie.

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I brevi ritratti degli appartenenti ai quattro gruppi sanguigni, benché siano basati sull'esperienza di anni di lavoro e di contatto diretto con i pazienti, sono indicativi e costituiscono una cornice all'interno della quale sono possibili infinite variazioni. 

Le persone del GRUPPO 0 hanno un sistema immunitario molto reattivo. Manifesta risposte immunitarie in tempi brevi, e può sviluppare anche patologie in tempi brevi così come può recuperare velocemente.
Hanno un sistema digerente abbastanza robusto, produce acido gastrico in abbondanza riuscendo così a digerire la carne con facilità, ma faticando nella digestione di cereali e latticini.
Non hanno bisogno di seguire ritmi biologici cadenzati nell’assunzione di cibi.
Sono molto sensibili ai nuovi influssi e ai cambiamenti, in genere possiedono una buona dose di resistenza, ottimismo e intuizione.

Le persine del GRUPPO A hanno un sistema immunitario non molto robusto e poco combattivo verso le infezioni.
Hanno un sistema digerente sensibile e delicato e una certa difficoltà nella digestione delle proteine e dei grassi animali (specie quelli mammiferi).
Digerisce meglio le proteine di: pesce, legumi, semi oleosi e carboidrati.
Hanno maggior bisogno di seguire ritmi biologici cadenzati nell’assunzione di cibi.
Hanno buone capacità di adattamento, una personalità tranquilla e uno spiccato spirito di collaborazione che si trasforma in abilità relazioni e buone capacità di lavorare in gruppo.

Le persone del GRUPPO B hanno un sistema immunitario piuttosto robusto, forte e resistente alle patologie.
Hanno un sistema digerente robusto e adattabile ai cambianti dietetici.
Sono portate a consumare molti alimenti ad ogni pasto.
Sono poche le sostanze che li danneggiano veramente (glutine, mais, pomodoro, maiale).
Sono persone abbastanza abitudinarie, stabili nel mutamento.
Possiedono buone capacità relazionali e buon equilibrio fisico, psichico ed emotivo.

Le persone del GRUPPO AB hanno un sistema immunitario per alcuni versi simile a quello del gruppo A, molto tollerante e spesso aperto verso virus, batteri e patologie, ha tempi di risposta piuttosto lenti. Necessita di essere rafforzato. Impiegano molto tempo a manifestare le patologie, e hanno lunghi tempi di recupero.
Hanno un sistema digerente sensibile, in genere tollerano un’alimentazione onnivora equilibrata.
Sono persone intuitive e aperte verso gli altri e il mondo esterno, hanno la necessità di sentirsi liberi e, nello stesso tempo, hanno bisogno di un certo radicamento esistenziale; si riallacciano, in questo modo, alle diverse modalità di vivere dei gruppi A e B e le rendono complementari.
Questo gruppo è l’esito dell’unione tra i gruppi A e B, è il più recente e raro nel mondo. 


                          Cercate di essere curiosi e non stancatevi mai di sperimentare


Fonte: La dieta del dottor Mozzi 



mercoledì 15 ottobre 2014

Rilassamento Acquariano

Questo rilassamento mi fu insegnato dal Master Reiki, Vinicio Provezza, mi disse che si trattava del Rilassamento Acquariano di Baba Bedi (http://www.tecnicavibrazionale.it/).

Ha la peculiarità di essere facile da memorizzare così da poterlo utilizzare sin da subito in modo autonomo, e negli anni si è rivelato molto efficace. 

Questo strumento aiuta a rilassare il corpo e ci induce a porre l'attenzione senza che venga dispersa come solitamente accade. 

Sediamo come più preferiamo, l'importante è mantenere la schiena dritta.
Chiudere gli occhi aiuta a interrompere il vagabondare della mente, ma tenere gli occhi socchiusi aiuta a sentirsi all’interno così poi si può riuscire a rilassarsi quotidianamente senza che nessuno se ne accorga. Quindi ognuno faccia ciò che sente meglio. 

La lingua dovrebbe appoggiarsi al palato, ma inizialmente basta che sia rilassata. 

Facciamo alcuni respiri profondi, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca lentamente (sentiamo l’aria che entra nel naso, nei polmoni, scende nello stomaco e poi piano piano esce), se si fa fatica si potrà espirare dal naso. 
      Poi lasciamo che il corpo respiri naturalmente. 
     È utile pensare che inspirando facciamo entrare energia vitale ed espirando facciamo uscire energia satura.

Cominciamo dalla testa (rilassiamo ogni parte con tre respiri profondi, se non si dispone di abbastanza tempo basta anche un solo respiro profondo):

  • parte dx di testa e faccia
  • parte sx di testa e faccia
  • parte dx: collo-gola
  • parte sx: collo-gola
  • parte dx: spalla – scapola – braccio – gomito
  • parte sx: spalla – scapola – braccio – gomito
  • parte dx: avambraccio – polso – mano – dita
  • parte sx: avambraccio – polso – mano – dita
  • parte dx: del tronco fino alla cintura compresi: polmone – fegato/pancreas – intestino
  • parte sx: del tronco fino alla cintura compresi: polmone – stomaco/milza – intestino
  • spina dorsale partendo dalla nuca fino al coccige compresi gli organi della procreazione e dell’evacuazione
senti i RENI  (opzionale, mia elaborazione)
senti il CUORE  (opzionale, mia elaborazione)
  • parte sx: inguine – anca – natica
  • parte dx: inguine – anca – natica
  • parte sx: coscia fino al ginocchio
  • parte dx: coscia fino al ginocchio
  • parte sx: tibia – caviglia – piede – dita
  • parte dx:  tibia – caviglia – piede – dita
Abbiamo terminato, io consiglio a questo punto di fare qualche respiro profondo, e cercare di sentire il corpo nella sua totalità, sentire dove ci sono contratture, ansia, tensioni e semplicemente prenderne atto. 

Buon lavoro!

Mariangela Mattoni

mercoledì 24 settembre 2014

VIRUS HIV - Articolo del Dr. Alessio Pisani[1]

Il 23 aprile 1984 il dr. Robert Gallo affermò in conferenza stampa con l’allora segretaria del Ministero della Salute statunitense Margaret Heckler che: “la probabile causa dell’AIDS era stata individuata, è un virus chiamato HTLV 1-2-3 (oggi chiamato HIV); contiamo di avere un vaccino pronto entro 2 anni” (di anni ne sono passati 28…).

Tale conferenza venne effettuata prima che Gallo sottoponesse la ricerca e i suoi esperimenti alla comunità scientifica per poterne verificare la validità. 24 ore dopo il primo “test” ipoteticamente destinato all’individuazione del virus nel sangue umano era già stato brevettato ed era pronto per essere venduto in tutto il mondo. I documenti ufficiali che “provano” questa “scoperta” sono riportati qui di seguito.

Il giorno 26 marzo 1984 il dr. Gonda, che venne incaricato da Gallo e assistenti di fotografare il “virus” al microscopio elettronico al fine di inviare le immagini alla rivista Science per la sua pubblicazione, scrive a Gallo e alla sua équipe che: “…le particelle osservate sono frammenti di una cellula degenerata” e che “….non credo affatto che le particelle fotografate siano il virus HTLV (HIV)”.

Il collaboratore di Gallo, il dr. Popovic scrisse nella sua ricerca (si veda il documento originale qui sotto) che: “nonostante intensi sforzi nella ricerca, l’agente patogeno causa dell’aids non è stato ancora identificato”. Gallo, come si può notare dal documento, depennò tale frase e la sostituì con una che affermava il contrario. E spedì il suo articolo alla rivista Science che lo pubblicò il 4 maggio del 1984 ...

Nel 2008, 37 scienziati inviarono una lettera a Science chiedendo che l’articolo del 1984 di Gallo venisse immediatamente ritirato poiché le prove di come fosse stato volutamente contraffatto erano tali da renderlo inaccettabile dal punto di vista scientifico e morale. Tale lettera è ancora in attesa di risposta.

… gli stessi produttori del test Elisa, alla voce “sensibilità e specificità del test” affermano: “AD OGGI NON ESISTE UNO STANDARD RICONOSCIUTO PER STABILIRE LA PRESENZA O L’ASSENZA DI ANTICORPI HIV-1 E HIV-2 NEL SANGUE UMANO”.
Ma tale test viene usato per affermare che nel sangue analizzato del paziente gli anticorpi sono presenti e che prima o poi il paziente morirà.

Nel foglio illustrativo del test Western Blot, chiamato “test di conferma” perché appunto dovrebbe confermare un’infezione rivelatasi al primo test Elisa, si legge che: “UN CAMPIONE DI SANGUE RISULTATO POSITIVO SIA AL TEST ELISA CHE AL TEST WESTERN BLOT SI PRESUME INFETTO DA HIV-1” e ancora: “SEBBENE UN RISULTATO POSITIVO (ricordiamo che la sua positività cambia da paese a paese…) POTREBBE INDICARE INFEZIONE DA HIV-1, LA DIAGNOSI DI AIDS PUO’ ESSERE EFFETTUATA SOLO SE L’INDIVIDUO RISPECCHIA I CRITERI DIAGNOSTICI STABILITI DAL CDC (CENTER OF DISEASES CONTROL)” e inoltre al punto 6 viene affermato: “NON USARE IL WESTERN BLOT COME UNICO TEST DI CONFERMA DI DIAGNOSI DI POSITIVITA’ AL VIRUS HIV-1”.
Peccato che questo viene chiamato e usato come test di conferma…

Passando alla terza metodica diagnostica, la PCR, ecco cosa riporta il foglio illustrativo del test: “QUESTA TECNICA NON DEVE ESSERE USATA COME TEST DI SCREENING PER IL VIRUS HIV O COME STRUMENTO DIAGNOSTICO PER CONFERMARE LA PRESENZA DEL VIRUS”.

Con questo test, invece, i medici decidono quando iniziare le terapie farmacologiche sui pazienti definiti sieropositivi.
Terapie farmacologiche basate su farmaci tossici e mortali (chiamati farmaci antiretrovirali-ARV) nei cui bugiardini, consultabili liberamente sul sito della FDA (Food and Drugs Administration) viene affermato che (vedi immagine, esemplificativa di uno dei tanti farmaci ARV fotografata direttamente dal sito americano www.fda.gov):

“QUESTO FARMACO NON CURA E NON PREVIENE L’INFEZIONE DA HIV E NON NE IMPEDISCE LA TRASMISSIONE. QUESTO FARMACO PUO’ CAUSARE, CON I SUOI EFFETTI COLLATERALI, GLI STESSI SINTOMI DELLA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA (AIDS)”.

Milioni di vittime nel mondo sono quindi morte a causa dei farmaci che dovevano curarli….

Françoise Barrè-Sinoussi ha preso il Premio Nobel per la Medicina insieme a Luc Monatagnier per la presunta scoperta del virus HIV; ma la prima ha affermato nel documentario “The Emperor New Virus” che: “Purificare il virus era fondamentale per poter preparare i test per trovare gli anticorpi dell’hiv, ok? Perché volevamo che i test diagnostici fossero quanto più precisi possibile. Infatti se si usa una preparazione di virus che non è purificata ovviamente identificherai anticorpi di ogni tipo…”

Peccato però che Luc Montagnier che ha condiviso con lei il Nobel abbia sostenuto: “I repeat we did not purify”, "Ribadisco, noi non lo abbiamo isolato" (Rivista Continuum 1997 vol 5, numero 2).
…dunque? Il virus non è MAI stato visto da nessuno ...

In un’intervista del 2009, il co-scopritore del virus HIV Luc Montagnier ha dichiarato che: “POSSIAMO ESSERE TUTTI ESPOSTI AL VIRUS HIV SENZA ESSERE CRONICAMENTE INFETTI; UN SISTEMA IMMUNITARIO FUNZIONANTE SI LIBERERA’ DAL VIRUS IN MODO NATURALE”.

Il prof. Montagnier dovrebbe spiegarci come sia possibile liberarsi “in modo” naturale da un retrovirus che per quasi 30 anni è stato definito incurabile, letale, altamente trasmissibile….

Inoltre ricordiamo che la funzione di un vaccino è creare gli anticorpi verso la malattia stessa. Se una persona risulta positiva al test per il citomegalovirus o la toxoplasmosi, ad esempio, viene dichiarata immunizzata verso tali agenti patogeni, poiché nel sangue vengono rilevati appunto gli anticorpi specifici. Nei test HIV che, come abbiamo visto i produttori stessi dichiarano non in grado di identificare gli anticorpi HIV, la positività (ovvero la presenza dei anticorpi) viene invece valutata come indicatore di infezione cronica, progressiva e mortale.

Ma se anche l’HIV fosse un retrovirus, come sostenuto da decenni, è importante sapere che nella storia della microbiologia e della virologia nessun retrovirus è mai stato né pericoloso né letale. Il nostro patrimonio genetico contiene infatti circa novantasettemila (97000) retrovirus endogeni (ovvero innati, non acquisiti dall’esterno) naturalmente presenti nel nostro organismo e assolutamente innocui.

Le culture cellulari usate da Gallo nel 1983, a cui seguì la pubblicazione su Science dell’articolo-annuncio della scoperta del virus HIV, erano mescolate a linfociti provenienti dal sangue di cordone ombelicale, tessuto riconosciuto da tempo per la sua ricchezza in retrovirus umani. Tale articolo comprende dunque gravi errori metodologici.

15 anni più tardi vennero effettuati controlli sperimentali in laboratori francesi e statunitensi che pubblicarono un articolo nella rivista Virology, in cui si dimostrava i risultati dei loro studi al microscopio elettronico sui gradienti ottenuti a partire da culture cellulari che si ritenevano infette da HIV. In entrambi gli studi, gli autori hanno riscontrato un’abbondanza di residui cellulari senza alcuna evidenza accettabile di particelle retro virali. Quasi nello stesso momento Luc Montagnier venne intervistato da Djamel Tahi e finì per ammettere che in effetti il virus HIV non era mai stato isolato nel suo laboratorio.

In ultima istanza, viene da chiedersi perché il programma mondiale di lotta contro l’aids degli Stati Uniti sia gestito dal National Security Council e dalla CIA, e non sia stato invece affidato agli organismi competenti in materia di sanità.



Fonte articolo: http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/03/aids-la-frode-scientifica-del-secolo.html




[1] Il Dr. Alessio Pisano è specialista di psiconeuroimmunologoia e medicina psicosomatica.